09.01.2026
Verona, nuovi impianti antincendio nella scuola primaria Aleardi di Quinto

La riapertura della scuola primaria Aleardi di Quinto, nel comune di Verona, dopo mesi di cantiere rappresenta un esempio concreto di come gli interventi di adeguamento alla normativa antincendio richiedano un approccio integrato e complesso, soprattutto quando si tratta di edifici scolastici.

L’investimento complessivo, superiore ai duecentocinquantamila euro, ha riguardato non soltanto aspetti strutturali ed edilizi, ma ha posto particolare attenzione alla revisione completa dell’impianto idrico antincendio, elemento fondamentale per garantire la sicurezza di alunni, docenti e personale scolastico.

L’intervento sulla scuola Aleardi, avviato nel marzo del 2025 e concluso in tempo per la riapertura dopo le vacanze natalizie, ha comportato la necessità di trasferire temporaneamente gli alunni in altre sedi dell’istituto comprensivo, una soluzione organizzativa complessa ma necessaria per consentire lo svolgimento dei lavori in totale sicurezza.

La dirigente dell’Edilizia pubblica e l’architetta responsabile unica del procedimento hanno seguito attentamente ogni fase del progetto, coordinandosi con la dirigenza scolastica e con il corpo docente per minimizzare i disagi per le famiglie e garantire la continuità didattica; il risultato raggiunto è stato definito dalle autorità locali come un intervento non solo necessario ma essenziale, capace di trasformare la struttura in uno spazio più sicuro attraverso un investimento significativo nel futuro formativo della Valpantena.

Quando si parla di impianti idrici antincendio in edifici come le scuole, è fondamentale comprendere che questi sistemi non si limitano a tubazioni e dispositivi di erogazione, ma includono necessariamente componenti di accumulo e riserva idrica che garantiscono la disponibilità immediata di acqua in caso di emergenza: i serbatoi di accumulo rappresentano il fattore centrale di qualsiasi impianto antincendio di tipo idrico, poiché devono assicurare una riserva sufficiente di acqua per alimentare gli idranti, i naspi e gli eventuali sprinkler per il tempo necessario all’intervento dei vigili del fuoco. La dimensione e la capacità di questi serbatoi vengono calcolate in base a parametri precisi, che tengono conto della superficie dell’edificio, del numero di occupanti, della destinazione d’uso dei locali e del livello di rischio incendio associato all’attività svolta.

Nel caso specifico della scuola Aleardi, l’intervento ha previsto la modifica dell’impianto idrico antincendio esistente, che evidentemente non rispondeva più ai requisiti richiesti dal progetto approvato dai Vigili del Fuoco: ciò ha comportato l’aggiunta di nuovi naspi e nuovi idranti, dispositivi che devono essere alimentati da una rete idrica adeguatamente dimensionata e alimentata da serbatoi in grado di garantire la pressione e la portata necessarie. I naspi, in particolare, sono dispositivi di estinzione di primo intervento che consentono anche a personale non specializzato di intervenire nelle fasi iniziali di un incendio, erogando acqua attraverso una manichetta flessibile di piccolo diametro. Gli idranti, invece, sono destinati principalmente all’uso da parte dei vigili del fuoco o di personale addestrato, e richiedono portate e pressioni maggiori.

Oltre ai serbatoi di accumulo, un impianto idrico antincendio moderno include necessariamente gruppi di pressurizzazione, costituiti da pompe elettriche e, in molti casi, da pompe di riserva alimentate da gruppi elettrogeni o da motori diesel, per garantire il funzionamento anche in caso di interruzione dell’energia elettrica. I gruppi hanno il compito di mantenere costantemente in pressione la rete idrica antincendio, assicurando che all’apertura di un naspo o all’attivazione di un idrante l’acqua venga immediatamente erogata con la pressione corretta. La scelta delle pompe e il loro dimensionamento sono aspetti critici della progettazione, poiché devono essere in grado di attingere dai serbatoi e di vincere tutte le perdite di carico della rete di distribuzione, portando l’acqua fino ai punti di utilizzo più sfavorevoli, spesso situati ai piani superiori dell’edificio.

Nel contesto scolastico, la presenza di un impianto idrico antincendio correttamente dimensionato assume un’importanza ancora maggiore, considerando che gli edifici scolastici ospitano un numero elevato di persone, molte delle quali sono minori con limitate capacità di autogestione in situazioni di emergenza; la normativa antincendio prevede requisiti particolarmente stringenti per questo tipo di strutture, richiedendo non solo la presenza di dispositivi di estinzione adeguati, ma anche una distribuzione capillare dei punti di erogazione, in modo che ogni area dell’edificio possa essere raggiunta efficacemente in caso di necessità. I naspi devono essere posizionati a distanze tali da garantire la copertura di tutti gli spazi, mentre gli idranti devono essere collocati preferibilmente all’esterno dell’edificio o in posizioni facilmente accessibili anche dall’esterno, per consentire l’intervento dei mezzi di soccorso.

Nel caso della scuola Aleardi, l’intervento ha incluso anche la sostituzione della centrale termica, un elemento che, pur non essendo direttamente collegato all’impianto antincendio, testimonia come gli interventi di manutenzione straordinaria e di adeguamento normativo vengano spesso programmati in modo integrato, sfruttando l’occasione del cantiere per risolvere multiple problematiche. La vecchia centrale termica era infatti datata e mal funzionante, causando problemi di riscaldamento che avevano generato disagi per la comunità scolastica; la nuova centrale, dimensionata secondo criteri di efficienza energetica e conformità normativa, contribuisce ora a garantire il comfort termico all’interno dell’edificio, condizione essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche.

L’approvazione del progetto da parte dei Vigili del Fuoco rappresenta un passaggio obbligatorio e fondamentale per qualsiasi intervento che riguardi la sicurezza antincendio, soprattutto quando si tratta di edifici pubblici destinati a ospitare un numero significativo di persone. I tecnici del Corpo nazionale esaminano nel dettaglio i progetti presentati, verificando la conformità alle regole tecniche vigenti e valutando l’adeguatezza delle soluzioni proposte rispetto alle caratteristiche specifiche dell’edificio. Nel caso di strutture esistenti, come la scuola Aleardi, è frequente che si debbano trovare soluzioni di compromesso tra le esigenze della sicurezza antincendio e i vincoli strutturali e architettonici dell’edificio, richiedendo competenze progettuali avanzate e una profonda conoscenza delle possibilità offerte dalla normativa in termini di soluzioni alternative o compensative.

La chiusura del vano scala aperto per renderlo di tipo protetto rappresenta un altro elemento cruciale dell’intervento realizzato a Verona: le scale rappresentano infatti le principali vie di esodo in caso di emergenza e devono essere progettate in modo da garantire che gli occupanti possano raggiungere l’esterno dell’edificio in condizioni di sicurezza, anche in presenza di fumo o fiamme. Un vano scala di tipo protetto è caratterizzato dalla presenza di porte tagliafuoco che lo separano dai locali adiacenti, impedendo la propagazione del fumo e del calore e mantenendo le scale percorribili durante l’evacuazione. Questo tipo di intervento richiede spesso modifiche strutturali significative, con la realizzazione di nuove pareti o la modifica di quelle esistenti per garantire la necessaria resistenza al fuoco.

L’installazione di un sistema di evacuazione naturale di fumo e calore sulla sommità del vano scale, comunemente indicato con l’acronimo SNEFC o smoke out, completa il quadro delle protezioni attive dell’edificio: i dispositivi, che possono essere costituiti da lucernari apribili o da ventilatori di estrazione, hanno la funzione di favorire l’evacuazione del fumo che potrebbe accumularsi nel vano scala durante un incendio, migliorando le condizioni di visibilità e respirabilità per chi sta evacuando l’edificio. Il loro funzionamento può essere automatico, attivato da rilevatori di fumo, oppure manuale, consentendo ai vigili del fuoco o al personale addetto di azionarli secondo necessità.

I controsoffitti installati nell’ambito dell’intervento sono stati certificati ai fini antincendio, garantendo prestazioni specifiche sia in termini di tenuta al fuoco sia in termini di sicurezza statica: questo significa che i materiali utilizzati e le modalità di installazione sono conformi a quanto richiesto dalla normativa per evitare che il controsoffitto possa contribuire allo sviluppo e alla propagazione dell’incendio e che la struttura sia in grado di mantenere la propria integrità anche in presenza di sollecitazioni termiche.

L’investimento realizzato dal Comune di Verona sulla scuola Aleardi testimonia come la sicurezza antincendio rappresenti invece una priorità assoluta che richiede programmazione, risorse economiche adeguate e competenze tecniche qualificate. La programmazione di ulteriori lavori di miglioria attraverso le manutenzioni ordinarie indica che l’attenzione alla scuola Aleardi non si esaurisce con questo primo importante intervento.

Non poteva poi mancare la festa organizzata per accogliere gli alunni al loro rientro nella scuola rinnovata rappresenta un momento simbolico: gli studenti possono ora frequentare le lezioni in un ambiente più sicuro, protetto da sistemi antincendio moderni ed efficienti, in cui i serbatoi di accumulo idrico, le pompe di pressurizzazione, i naspi e gli idranti sono pronti a intervenire in caso di necessità.