Nel servizio idrico, la dismissione di un serbatoio è coincide con un’operazione di ricomposizione tecnica della rete, con un nuovo equilibrio tra quote, pressioni, volumi disponibili, portate richieste e costi di esercizio. È precisamente in questa chiave che va letto l’intervento avviato a Valmadrera, dove dal 27 aprile 2026 partono i lavori per la dismissione del serbatoio Belvedere Medio, lungo via Belvedere, nell’ambito di un progetto complessivo da circa 1,6 milioni di euro destinato a riorganizzare il servizio idrico cittadino.
Il lotto ora in avvio vale 680.000 euro, interessa via Belvedere, comporterà chiusure progressive delle aree coinvolte, manterrà l’accesso ai residenti e prevede il ripristino della viabilità ogni fine settimana per garantire il passaggio pedonale verso San Tomaso; ma la parte davvero interessante, per chi si occupa di serbatoi e infrastrutture, sta nel fatto che questo cantiere non è un episodio isolato, bensì il completamento di un percorso iniziato nel 2022, dopo altri interventi per circa 890.000 euro già realizzati proprio per superare le criticità derivanti dalla vetustà delle opere esistenti.
Il vecchio serbatoio viene abbandonato perché il gestore ha scelto di modificare l’assetto distributivo della rete sostituendo la logica precedente con una più efficiente; infatti, secondo la scheda di progetto, l’intervento nasce dalla previsione di realizzare un nuovo serbatoio di compenso in località Belvedere Superiore e di adeguare una parte della rete comunale, in modo da assorbire meglio la variabilità delle portate richieste dall’utenza rispetto alla portata addotta dall’acquedotto.
Un serbatoio, del resto, è un nodo di regolazione, un punto in cui si stabilizza il sistema, si attenuano gli sbalzi di domanda, si governa la continuità del servizio e, soprattutto nei sistemi distribuiti su quote differenti, si costruisce un compromesso tecnico tra gravità e sollevamento. Proprio per questo, nel caso di Valmadrera, la costruzione del nuovo serbatoio Belvedere Superiore (completata nel 2023) è stata definita fondamentale per ottimizzare la distribuzione idrica e compensare la variabilità delle portate richieste dalla rete.
Il nuovo assetto consente di ridefinire i confini tra le diverse zone di rete, accorpando parte dell’attuale zona media alla zona bassa e servendo la parte restante mediante il nuovo serbatoio superiore, con il risultato di ridurre i volumi da sollevare.
In questa prospettiva, troviamo le opere già eseguite nel 2024, cioè la posa delle nuove condotte lungo via Belvedere, via Caduti per la Libertà, via San Carlo Borromeo, via Stoppani e via Campogrande: viste da fuori possono sembrare lavorazioni distribuite, quasi frammentarie; lette dentro il progetto, invece, sono le connessioni indispensabili che preparano la rete a funzionare senza il vecchio serbatoio Belvedere Medio, collegando le utenze al nuovo serbatoio superiore e rendendo possibile la transizione da una configurazione all’altra senza compromettere il servizio.
