Dal 24 settembre 2026 è in vigore la UNI EN 12259-12:2026, dal titolo “Installazioni fisse antincendio – Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d’acqua – Parte 12: Pompe”h, che definisce i requisiti tecnici e i criteri di valutazione delle pompe centrifughe destinate all’alimentazione dei sistemi automatici sprinkler. La nuova edizione sostituisce la UNI EN 12259-12:2023, entrata in vigore il 16 novembre 2023, e recepisce la norma europea EN 12259-12:2023+A1:2026, comprendente l’emendamento A1 approvato dal Comitato europeo di normazione il 13 maggio 2026. Il documento è stato elaborato nell’ambito del comitato tecnico CEN/TC 191, competente per i sistemi fissi antincendio, e recepito nel sistema nazionale di normazione attraverso le strutture tecniche UNI dedicate alla protezione attiva contro gli incendi, in particolare la commissione UNI/CT 034 e il gruppo di lavoro UNI/CT 034/GL 07, relativo ai sistemi e componenti ad acqua. La norma appartiene alla classificazione internazionale ICS 13.220.20, dedicata alla protezione contro l’incendio, e costituisce un riferimento specifico per la valutazione delle caratteristiche delle pompe impiegate nei sistemi di spegnimento automatico. Il suo ambito non comprende indistintamente tutte le apparecchiature di pompaggio utilizzate nelle reti idriche antincendio, ma riguarda determinate tipologie di pompe centrifughe monostadio e multistadio, equipaggiate con tenuta meccanica oppure con sistema di tenuta a baderna morbida. La disciplina riguarda le caratteristiche costruttive e prestazionali del componente pompa, i metodi di accertamento delle prestazioni, le verifiche di resistenza e tenuta e gli elementi necessari alla sua identificazione e documentazione tecnica. La UNI EN 12259-12:2026 deve essere utilizzata congiuntamente alla EN 12845, che disciplina la progettazione, l’installazione e la manutenzione dei sistemi automatici sprinkler, e alla EN 17451, dedicata ai gruppi di pompaggio. Questa articolazione distingue le caratteristiche del singolo componente dalle prescrizioni che interessano l’intero sistema di alimentazione idrica antincendio.
Il campo di applicazione comprende un insieme articolato di configurazioni costruttive, accomunate dal principio di funzionamento centrifugo ma differenti per disposizione degli organi interni, struttura del corpo pompa e modalità di collegamento al motore. Rientrano nella norma le pompe ad aspirazione assiale, comunemente identificate come end suction, sia nelle configurazioni close coupled, con accoppiamento ravvicinato tra pompa e motore, sia in quelle long coupled, caratterizzate da un collegamento più esteso: per questa categoria è prevista la configurazione back pull-out, che permette di estrarre il gruppo rotante dal corpo della pompa senza dover rimuovere quest’ultimo dalle tubazioni alle quali è collegato; sono inoltre contemplate le pompe a cassa divisa orizzontalmente lungo il piano assiale, conosciute come axial horizontal split case, nelle quali la struttura del corpo consente l’accesso agli organi interni attraverso la separazione delle sue parti. Il campo di applicazione include anche le pompe a sezioni anulari, o ring section, comprese le configurazioni multistadio a uscita singola o multipla, nelle quali il fluido attraversa più stadi di pompaggio per raggiungere le condizioni idrauliche previste. Sono considerate anche le pompe in linea, monostadio o multistadio, caratterizzate dalla disposizione dell’ingresso e dell’uscita lungo la stessa linea, nonché le pompe sommerse per pozzi dotate di motore sommerso e le pompe verticali a turbina. La norma si applica a queste tipologie indipendentemente dall’orientamento verticale, orizzontale o inclinato dell’installazione, purché tale disposizione sia prevista dalle indicazioni del fabbricante. L’indipendenza dall’orientamento non rappresenta pertanto un’autorizzazione a installare qualsiasi pompa in una posizione arbitraria, ma consente di applicare gli stessi riferimenti di prodotto alle configurazioni costruttive e alle disposizioni di montaggio contemplate dal produttore. La distinzione tra le diverse architetture assume rilievo nella scelta delle apparecchiature, poiché le caratteristiche di aspirazione, il numero di stadi, la disposizione dei collegamenti e le possibilità di accesso ai componenti incidono sull’integrazione del gruppo nell’impianto sprinkler.
Una parte centrale della UNI EN 12259-12:2026 riguarda la determinazione delle prestazioni idrauliche e le modalità con cui devono essere valutate le curve caratteristiche delle pompe: il documento comprende disposizioni relative alle prove di velocità di rotazione, alle relazioni tra portata e prevalenza e ai criteri attraverso i quali accertare il comportamento della pompa nelle diverse condizioni di funzionamento. Le curve caratteristiche permettono di rappresentare la variazione della prevalenza al variare della portata e costituiscono uno degli elementi fondamentali per verificare la compatibilità del componente con le condizioni idrauliche richieste dall’impianto sprinkler. La valutazione non può limitarsi alla prestazione dichiarata in un singolo punto di funzionamento, poiché durante l’attivazione del sistema la portata richiesta può variare in relazione al numero di erogatori in funzione e alle caratteristiche della rete di distribuzione: la norma disciplina pertanto la rappresentazione e la verifica delle prestazioni della pompa, con specifici criteri di accertamento riferiti alla velocità di rotazione e alle curve caratteristiche. Nell’analisi tecnica assumono rilievo la portata nominale, la prevalenza disponibile, la potenza assorbita e l’altezza netta positiva richiesta in aspirazione, indicata con la sigla NPSHr, parametro che concorre alla valutazione delle condizioni di aspirazione della macchina e del rischio di cavitazione. Le prestazioni devono essere esaminate considerando le condizioni di prova e i criteri di valutazione previsti dalla specifica edizione normativa applicabile, in modo da rendere confrontabili i dati dichiarati dai fabbricanti e quelli utilizzati nella progettazione. Il documento dedica inoltre una sezione autonoma alla portata minima, distinguendo la verifica del comportamento della macchina alle basse portate dall’accertamento delle prestazioni alle condizioni nominali; questa impostazione consente di considerare sia la capacità di alimentare la rete antincendio nelle condizioni di richiesta idrica previste sia il comportamento della pompa quando il flusso attraversa valori sensibilmente inferiori a quelli di progetto.
La valutazione della portata minima e delle condizioni di funzionamento a bassa richiesta idrica assume particolare importanza nelle pompe antincendio, che devono essere disponibili per l’avviamento quando richiesto dal sistema e possono attraversare condizioni operative differenti durante l’esercizio e le prove. Il funzionamento a portata molto ridotta, o in prossimità della condizione di mandata chiusa, presenta problematiche tecniche specifiche legate alla dissipazione dell’energia all’interno del corpo pompa, all’aumento della temperatura del fluido e alle sollecitazioni che possono interessare gli organi meccanici. La norma individua metodi di valutazione e criteri per la portata minima, affiancandoli alle prescrizioni relative alle curve caratteristiche e alla velocità di rotazione: per il progettista, ciò rende necessario distinguere la prestazione richiesta nel punto nominale dalle condizioni limite ammesse per il funzionamento della macchina, verificando la coerenza tra le caratteristiche del componente e le modalità di esercizio previste dal sistema. L’eventuale presenza di dispositivi di ricircolo o di altre soluzioni per la gestione delle condizioni di portata ridotta deve essere valutata nel contesto delle prescrizioni applicabili al gruppo di pompaggio e dell’installazione effettiva, senza confondere i requisiti di prodotto della pompa con quelli riguardanti il complesso delle apparecchiature ausiliarie. La corretta definizione della portata minima contribuisce inoltre alla valutazione delle condizioni operative durante le prove periodiche, nelle quali l’impianto può essere sottoposto a sequenze di avviamento e verifica differenti da quelle che si verificano durante un incendio. Le caratteristiche dichiarate dal fabbricante e la loro corrispondenza ai criteri della UNI EN 12259-12:2026 diventano quindi elementi da considerare sia nella fase di selezione della pompa sia nella successiva verifica della compatibilità con il gruppo di alimentazione antincendio.
Accanto alle prestazioni idrauliche, la norma disciplina i requisiti relativi ai materiali, alla resistenza del corpo pompa, alle prove di tenuta e ai calcoli delle sollecitazioni meccaniche: la sezione dedicata ai materiali individua metodi di valutazione e criteri per accertarne l’idoneità rispetto alle caratteristiche costruttive e alle condizioni di esercizio della macchina. La scelta dei materiali interessa direttamente il corpo pompa e gli elementi strutturali sottoposti alle pressioni e alle sollecitazioni generate durante il funzionamento, tenendo conto delle proprietà meccaniche necessarie e delle condizioni di utilizzo previste. Il documento contiene una specifica disciplina per la resistenza del corpo pompa, con metodologie di verifica e criteri di accettazione finalizzati ad accertare la capacità della struttura di sopportare le condizioni di pressione contemplate dalla norma. Tale verifica deve essere distinta dalla prova di tenuta, che riguarda l’accertamento dell’assenza di perdite non ammesse secondo i criteri applicabili: la differenza è rilevante perché la capacità del corpo di resistere alla pressione non coincide necessariamente con la capacità dell’insieme di mantenere la tenuta richiesta nei punti di giunzione e nei sistemi di sigillatura. Il riferimento alle pompe con tenuta meccanica o a baderna morbida rende inoltre necessario considerare le caratteristiche dei diversi sistemi di tenuta, che presentano modalità costruttive e comportamenti operativi differenti. Un’ulteriore sezione riguarda i calcoli delle sollecitazioni, attraverso i quali vengono valutati gli effetti delle condizioni di funzionamento sugli elementi meccanici della pompa. Le prescrizioni su materiali, resistenza, tenuta e sollecitazioni costituiscono aspetti complementari della valutazione del componente: il rispetto delle prestazioni idrauliche richieste non esaurisce infatti la verifica delle caratteristiche costruttive necessarie per l’impiego negli impianti sprinkler. Per i fabbricanti, queste disposizioni comportano la necessità di documentare le caratteristiche tecniche e le verifiche previste; per i progettisti e gli utilizzatori, forniscono riferimenti per esaminare la rispondenza del prodotto alle condizioni di impiego dichiarate.
La UNI EN 12259-12:2026 disciplina anche la marcatura e la documentazione delle pompe, dedicando a questi aspetti una sezione specifica che distingue le disposizioni generali, gli elementi di identificazione del prodotto e le informazioni documentali da fornire. La marcatura consente di identificare il componente e di collegarlo alle caratteristiche dichiarate dal fabbricante, mentre la documentazione tecnica permette di esaminare le prestazioni e le condizioni di utilizzo della macchina. L’identificazione assume particolare rilevanza nel settore antincendio, dove la scelta di un prodotto non dipende esclusivamente dalla compatibilità dimensionale con le tubazioni, ma anche dalla verifica della sua capacità di assicurare le prestazioni idrauliche richieste. La norma comprende inoltre due appendici informative dedicate alla rappresentazione dei dati tecnici: l’appendice A presenta esempi di schede delle curve caratteristiche delle pompe, mentre l’appendice B contiene un esempio di targhetta del fabbricante. La natura informativa di queste appendici deve essere distinta dalle disposizioni normative contenute nelle sezioni dedicate ai requisiti e ai criteri di valutazione. Le schede delle curve caratteristiche costituiscono uno strumento per rappresentare in modo comprensibile i parametri prestazionali della macchina, consentendo di collegare i dati di portata, prevalenza e funzionamento alle condizioni dichiarate. La targhetta identificativa assolve invece alla funzione di riconoscimento del componente e di associazione tra la pompa installata e le relative informazioni tecniche. Nella documentazione di progetto e nei fascicoli di impianto, la disponibilità di dati coerenti permette di confrontare il modello effettivamente fornito con quello previsto in fase progettuale e di verificare le caratteristiche del componente durante le successive attività tecniche. La presenza della marcatura e della documentazione richiesta dalla norma di prodotto deve comunque essere distinta dagli eventuali obblighi di marcatura CE, che dipendono dalla legislazione di prodotto applicabile e non possono essere dedotti automaticamente dalla sola pubblicazione di una norma tecnica europea.
Il rapporto tra la UNI EN 12259-12:2026, la EN 12845 e la EN 17451 definisce la corretta collocazione delle nuove disposizioni all’interno della progettazione e della realizzazione degli impianti automatici sprinkler. La EN 12845 costituisce il riferimento per il sistema sprinkler nel suo complesso, comprendendo la progettazione, l’installazione e la manutenzione, mentre la EN 17451 riguarda specificamente la progettazione, l’assemblaggio, l’installazione e la messa in servizio dei gruppi di pompaggio utilizzati nei sistemi conformi alla EN 12845. In Italia quest’ultima è stata recepita come UNI EN 17451:2025, entrata in vigore il 20 febbraio 2025. La UNI EN 12259-12:2026 si colloca a un livello diverso, disciplinando le caratteristiche della pompa come componente e non sostituendo le prescrizioni relative al gruppo completo, che comprende ulteriori elementi e sistemi necessari al funzionamento dell’alimentazione idrica antincendio. Una pompa che rispetta i requisiti della norma di prodotto deve quindi essere inserita in un gruppo progettato e realizzato secondo i riferimenti tecnici applicabili, considerando le condizioni di aspirazione, le prestazioni richieste, le modalità di azionamento e le interazioni con le altre apparecchiature. La valutazione della pompa e quella del gruppo di pompaggio costituiscono verifiche distinte, anche quando concorrono alla dimostrazione dell’idoneità dello stesso sistema di protezione antincendio. Analogamente, la conformità del componente non può essere considerata una prova autonoma della conformità dell’intero impianto sprinkler, poiché quest’ultima richiede la verifica delle condizioni progettuali e installative previste dalle norme di sistema. La nuova edizione della UNI EN 12259-12 aggiorna pertanto il riferimento nazionale relativo alle pompe senza modificare, per il solo effetto della sua pubblicazione, l’oggetto e il campo di applicazione delle altre norme richiamate.
Per i produttori di pompe, i costruttori di gruppi antincendio, i progettisti e gli installatori, la disponibilità della UNI EN 12259-12:2026 richiede un’attenta identificazione dell’edizione normativa utilizzata nelle specifiche tecniche, nella documentazione di fornitura e nelle attività di verifica. La precedente UNI EN 12259-12:2023 è stata ritirata con sostituzione il 24 settembre 2026, data a partire dalla quale l’edizione del 2026 costituisce il riferimento nazionale aggiornato per le categorie di pompe comprese nel relativo campo di applicazione. La scelta del componente deve essere effettuata considerando la tipologia costruttiva, le condizioni di installazione ammesse dal fabbricante, le prestazioni idrauliche, i criteri di verifica della portata minima e della velocità di rotazione, le caratteristiche dei materiali, la resistenza del corpo pompa, le prove di tenuta e la documentazione richiesta. Per le forniture destinate a nuovi impianti, ciò comporta la necessità di verificare che il prodotto proposto corrisponda alle caratteristiche previste dal progetto e che siano disponibili gli elementi tecnici necessari per effettuare le valutazioni pertinenti. Per gli impianti esistenti, invece, la sostituzione della precedente edizione normativa non determina di per sé un obbligo generalizzato di sostituzione delle pompe già installate: gli eventuali interventi devono essere valutati sulla base delle disposizioni applicabili, delle condizioni dell’impianto, della documentazione di progetto e delle modifiche effettivamente previste. La distinzione è importante anche nel caso di aggiornamenti o ampliamenti degli impianti sprinkler, nei quali occorre verificare la compatibilità delle apparecchiature nuove con quelle esistenti e con le prestazioni richieste dal sistema. L’adozione della UNI EN 12259-12:2026 fornisce dunque un riferimento tecnico aggiornato per specificare, valutare e documentare le pompe centrifughe destinate ai sistemi automatici sprinkler, attraverso una disciplina che comprende tanto le prestazioni idrauliche quanto la robustezza costruttiva e l’identificabilità dei componenti, mantenendo la necessaria distinzione tra requisiti della pompa, caratteristiche del gruppo di pompaggio e conformità complessiva dell’impianto antincendio.
