Il Museo Fisogni, a prima vista, potrebbe sembrare una curiosità per appassionati, ma poi ci si accorge che racconta molto di più, come l’evoluzione dei consumi, del gusto, dei materiali, della comunicazione visiva e del modo in cui il rifornimento è diventato un gesto normale, ripetuto, quasi invisibile.
Il museo si trova a Tradate e nasce dall’idea e dalla passione di Guido Fisogni, che avvia la collezione negli anni Sessanta, quando lavorava nel mondo delle stazioni di servizio e iniziò a salvare e conservare pompe e materiali destinati alla rottamazione. Nel tempo, la raccolta cresce fino a diventare un riferimento internazionale e viene indicata come la più completa al mondo nel suo genere, con un riconoscimento da Guinness World Records ottenuto all’inizio degli anni 2000.
La parte affascinante è che la collezione permette uno sguardo sul passato e sulla storia: soprattutto, tra anni Venti, Cinquanta e Sessanta, molte colonnine diventano oggetti iconici, grazie a forme slanciate, vetri, cromature, loghi che funzionavano come bandiere, colori studiati per essere riconoscibili da lontano. Potremmo dire, in questo senso, che il Museo Fisogni è quasi una galleria di design applicato, dove il linguaggio visivo delle compagnie petrolifere e delle stazioni di servizio si vede cambiare insieme alla società: dalla fase pionieristica e artigianale, passando per l’ottimismo del boom economico, fino a quando la standardizzazione e la sicurezza iniziano a dettare regole sempre più stringenti.
Dopo un lungo periodo di chiusura, la sede del museo riapre nel 2015 nella sua collocazione attuale, all’interno di un’ala di Villa Castiglioni, dove salta all’occhio il contrasto tra ambienti eleganti e oggetti industriali, in un pattern storico unico e ragguardevole.
Dal punto di vista dei numeri, è una raccolta molto ampia, fatta di pompe storiche e migliaia di pezzi di petroliana (un termine che indica oggetti e materiali legati alla cultura del petrolio e della distribuzione carburanti): ci sono centinaia di pompe e di oltre cinquemila oggetti tra targhe, grafiche, latte d’olio, strumenti e materiali vari; una collezione ancora più estesa poi, se si includono cartelli e gadget.
C’è, quindi, un archivio di documenti e disegni tecnici consultati anche da studenti e designer, per il qual motivo, il Museo Fisogni diventa una risorsa culturale, con un valore trasversale tra storia industriale, grafica e design. Ancora, il museo è inserito nel Circuito Lombardo dei Musei del Design e nella rete dei “Giacimenti del Design Italiano” promossa dalla Triennale di Milano, che espone anche alcuni pezzi collegati alla collezione.
Il museo è collocato strategicamente tra Milano e l’area aeroportuale, nelle vicinanze dell’Aeroporto di Milano-Malpensa e, attualmente, viene anche citato come attrazione del territorio per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Per le modalità di accesso, il museo risulta aperto su prenotazione e mette a disposizione strumenti digitali come un virtual tour per esplorare la collezione prima della visita.
