A Teano, in provincia di Caserta, il serbatoio di acqua potabile della frazione di Casi è al centro di una situazione nella quale l’acqua sollevata dai pozzi continua ad alimentare la vasca anche dopo il raggiungimento del livello massimo, provocandone il traboccamento. Il sistema di distribuzione di alcune frazioni dipende infatti da serbatoi alimentati attraverso pompe di sollevamento, ma nel caso documentato a Casi non sarebbe presente un dispositivo automatico capace di arrestare le pompe quando la vasca è piena; l’acqua in eccesso fuoriesce quindi dal serbatoio e viene dispersa verso la strada, i canali, le campagne circostanti e la rete fognaria, mentre nello stesso territorio vengono segnalati problemi di disponibilità e razionamento dell’acqua per le utenze. Il fenomeno non riguarderebbe inoltre soltanto l’impianto di Casi, ma sarebbe riscontrabile anche presso altri serbatoi della rete idrica teanese.
Dal punto di vista impiantistico, il problema riguarda soprattutto l’assenza di un collegamento automatico tra il livello raggiunto dall’acqua all’interno del serbatoio e il funzionamento delle pompe che la prelevano dai pozzi. Una volta raggiunto il livello previsto, un sistema di controllo dovrebbe consentire l’interruzione del pompaggio evitando l’overflow della vasca; tra le soluzioni tecniche indicate per ottenere questo risultato viene ipotizzata l’installazione di una centralina automatica dotata di scheda SIM per la trasmissione dei dati attraverso la rete mobile, collegata a teleruttori e relè incaricati di comandare le pompe. Come alternativa viene prospettato un collegamento radio mediante una coppia di ricetrasmettitori VHF/UHF e un’antenna direttiva, attraverso il quale trasferire in tempo reale l’informazione sul livello del serbatoio verso il sistema di comando delle pompe di rilancio.
La dispersione assume particolare rilievo anche perché Teano acquista parte dell’acqua destinata al proprio sistema idrico da soggetti privati: Secondo quanto segnalato, le perdite non sarebbero dovute esclusivamente alle falle presenti nelle condotte, ma comprenderebbero anche gli overflow dei serbatoi alimentati senza un adeguato controllo del livello, con quantità d’acqua potabile che continuano a essere immesse nelle vasche anche quando non possono più essere accumulate. La situazione viene quantificata complessivamente nell’ordine di centinaia di migliaia di metri cubi dispersi, mentre la mancata disponibilità della risorsa in alcune frazioni rende necessario ricorrere al razionamento. Per compensare i deficit della rete e le quantità perdute, il Comune deve inoltre acquistare ulteriore acqua da società esterne, aumentando i costi associati al funzionamento del servizio idrico.
Sul piano economico, il problema dei serbatoi si inserisce in una situazione nella quale agli utenti di Teano viene applicata la tariffa idrica massima consentita, collegata alla procedura di riequilibrio di bilancio del Comune: il costo dell’acqua acquistata e successivamente dispersa attraverso perdite della rete o tracimazioni delle vasche incide quindi sulla gestione complessiva del servizio, mentre l’eventuale necessità di acquistare ulteriori volumi per sostituire quelli non effettivamente distribuiti alle utenze aggiunge un secondo costo.
