27.03.2026
Gli studenti di Osimo alla scoperta del percorso dell’acqua e del valore dei serbatoi

In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, Astea ha organizzato per gli studenti di Osimo una visita lungo alcune delle principali tappe del percorso che porta l’acqua dalle aree di origine fino alla distribuzione. L’iniziativa ha condotto i ragazzi dalle sorgenti del fiume Nera alla diga di Castreccioni, fino ai pozzi di captazione di Campocavallo, con l’obiettivo di mostrare in modo diretto come funziona l’approvvigionamento idrico e perché la tutela della risorsa non possa essere separata dalla conoscenza delle infrastrutture che la rendono disponibile ogni giorno nelle case. La Giornata mondiale dell’acqua si celebra ogni anno il 22 marzo ed è promossa dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e sull’accesso all’acqua sicura.

Le sorgenti del Nera rappresentano il punto di origine della risorsa, la fase in cui l’acqua viene intercettata in un contesto naturale montano; la diga di Castreccioni introduce il tema dell’invaso e della regolazione, cioè della capacità di accumulare e gestire volumi idrici su scala territoriale; i pozzi di captazione di Campocavallo portano infine il discorso sul terreno della raccolta, del prelievo e dell’immissione in rete. La captazione da sorgente richiede tutela del bacino idrografico, controllo della qualità dell’acqua, opere di adduzione e gestione delle portate; un invaso come Castreccioni parla invece di logiche di riserva, compensazione e supporto ai fabbisogni di area vasta, mostrando che la sicurezza idrica non dipende soltanto dall’esistenza della risorsa, ma anche dalla possibilità di immagazzinarla e renderla disponibile nei momenti giusti. I pozzi di captazione, infine, intercettano l’acqua sotterranea o integrano la disponibilità complessiva del sistema, rendendo più elastica la risposta del gestore rispetto a variazioni stagionali, picchi di consumo o vulnerabilità climatiche.

Quando si parla di acqua pubblica, l’attenzione si concentra spesso soltanto sul momento finale dell’erogazione, ma il vero nodo tecnico è tutto ciò che avviene prima: protezione delle fonti, opere di presa, trasferimento della risorsa, serbatoi e accumuli, pozzi, controlli qualitativi, distribuzione e manutenzione della rete.

In questo quadro si inserisce la lotta alla dispersione idrica: Astea sta realizzando un progetto di telecontrollo con l’obiettivo di ridurre le perdite di rete dal 32% al 12%, con un investimento nell’ordine di circa 2-2,5 milioni di euro. In una rete tradizionale, le perdite vengono spesso individuate quando diventano visibili, ma in un sistema telecontrollato, la rete viene osservata in continuo attraverso misure di pressione, portata, livelli, stato degli impianti e comportamenti anomali. E’ un aspetto che si collega in modo diretto al significato più ampio della Giornata mondiale dell’acqua: le Nazioni Unite insistono da anni sul fatto che la questione idrica riguarda la disponibilità fisica dell’acqua, l’accesso sicuro, l’equità, l’efficienza e la protezione delle infrastrutture che la rendono disponibile.