La UNI EN 12845 costituisce da oltre vent’anni il riferimento tecnico per chi progetta, installa e mantiene i sistemi automatici a sprinkler e con l’edizione 2026 il documento entra in una fase di profonda revisione. La norma, entrata in vigore il 4 giugno 2026 e disponibile a catalogo dall’8 giugno, recepisce la corrispondente norma europea EN 12845:2015+A2:2026 e sostituisce la precedente versione del 2020, disponibile sia in lingua italiana sia in lingua inglese. Il testo definisce i requisiti e fornisce le raccomandazioni per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti fissi antincendio a sprinkler destinati alla protezione di edifici e insediamenti industriali, dando le indicazioni costruttive necessarie a garantirne una prestazione affidabile nel tempo.
Un sistema automatico a sprinkler è un impianto progettato per rilevare lo sviluppo di un incendio all’interno di un edificio e per estinguerlo nelle sue fasi iniziali mediante l’erogazione di acqua, oppure per contenerne la propagazione fino all’intervento di altri mezzi di spegnimento. L’impianto si compone di una o più alimentazioni idriche e di una o più installazioni sprinkler; ciascuna installazione comprende il gruppo delle valvole di controllo principali e una rete di tubazioni dotata di erogatori. Gli erogatori vengono collocati in posizioni stabilite in corrispondenza della copertura o del soffitto e, quando necessario, tra le scaffalature, sotto i ripiani e all’interno di particolari ambienti tecnologici, in modo da assicurare una copertura coerente con la geometria dei locali e con il rischio specifico dell’attività protetta.
L’aggiornamento identificato come A2 è visto come un raccordo tra la versione storica della norma e il nuovo impianto normativo europeo in corso di definizione. Il comitato tecnico europeo CEN/TC 191, dedicato ai sistemi fissi di estinzione incendi, ha avviato da tempo la riorganizzazione della EN 12845 in più parti distinte, con l’obiettivo di concentrare in ciascun documento un ambito applicativo specifico. La prima parte riprenderà i concetti e i principi generali di progettazione del sistema, la seconda tratterà gli impianti ESFR di tipo Early Suppression Fast Response, mentre la terza, già pubblicata come UNI EN 12845-3:2024, raccoglie le indicazioni per la protezione antisismica degli impianti facendo riferimento ai criteri dell’Eurocodice 8 (EN 1998).
In questa prospettiva il documento è stato alleggerito dei contenuti che trovano ormai una trattazione più estesa nelle parti dedicate alle applicazioni speciali e alla progettazione antisismica, così da evitare sovrapposizioni e mantenere coerenza tra i diversi testi della serie. La protezione antisismica resta orientata a ridurre il rischio di danneggiamento dell’impianto durante un evento tellurico e ad assicurare la disponibilità del sistema antincendio anche nelle fasi successive al sisma, condizione essenziale per la continuità operativa delle attività protette.
Tra gli aspetti più rilevanti dell’edizione 2026 figura l’integrazione con la UNI EN 17451, relativa ai gruppi di pompaggio antincendio, che introduce un riferimento aggiornato per il dimensionamento e la verifica delle alimentazioni idriche a servizio degli impianti sprinkler: il richiamo a questo documento allinea la norma all’evoluzione tecnica raggiunta nel settore delle stazioni di pompaggio, garantendo continuità tra i requisiti di prestazione dell’impianto sprinkler e quelli dei componenti che ne assicurano l’alimentazione.
Le modifiche introdotte ammontano complessivamente a sessantatré e interessano numerosi paragrafi del testo, con effetti che si riflettono anche sulle appendici e sui riferimenti tecnici citati. La precedente edizione risaliva al 2020 e aveva ricevuto soltanto un aggiornamento limitato, dopo la versione del 2015; nel periodo successivo la pubblicazione di nuove norme e di nuovi riferimenti tecnici ha reso necessario un adeguamento complessivo del documento, così da mantenerlo allineato allo stato dell’arte della progettazione antincendio.
L’aggiornamento del riferimento principale comporta conseguenze dirette per tutti i professionisti coinvolti nel ciclo di vita degli impianti sprinkler: chi progetta dovrà tenere conto dei nuovi riferimenti normativi e del collegamento con la UNI EN 17451 nella definizione delle alimentazioni idriche e dei gruppi di pompaggio; chi installa e chi cura la manutenzione dovrà verificare la coerenza degli interventi con i requisiti aggiornati, in particolare nei casi in cui entrino in gioco aspetti antisismici o applicazioni speciali ora trattati nelle parti dedicate.