04.04.2026
Sistema antincendio integrato da esterno o interrato?

La scelta tra un sistema antincendio integrato da esterno e un sistema antincendio integrato interrato incide direttamente sull’organizzazione del sito, sulla gestione delle manutenzioni, sull’accesso ai componenti tecnici e sulla continuità di esercizio dell’impianto. In entrambi i casi bisogna garantire una riserva idrica dedicata, un gruppo di pompaggio conforme, un vano tecnico correttamente configurato e un insieme impiantistico coerente con le prescrizioni applicabili. Righetto presenta questi sistemi come soluzioni complete, costituite da vano tecnico, gruppo di pompaggio e riserva idrica, fornite con certificazione unica dell’intero sistema e sviluppate nel quadro delle norme richiamate nelle rispettive schede, fra cui UNI EN 12845, UNI 11292 e UNI 10779.

Il primo criterio di scelta è lo spazio disponibile, perché il sistema antincendio integrato è una vera infrastruttura tecnica. Nel sistema da esterno, serbatoio, vano tecnico e apparecchiature si collocano fuori terra, con un ingombro immediatamente leggibile e con una presenza fisica che va integrata nel layout generale dell’area. Le configurazioni Righetto da esterno includono soluzioni come il sistema SE, costituito da un serbatoio di stoccaggio in metallo con installazione sottobattente e possibilità di abbinamento a vano tecnico REI 60, e il sistema BTE, descritto come un impianto esterno sottobattente con serbatoio metallico e vano tecnico REI 60 in un unico monoblocco con porta di accesso frontale.

Nel sistema interrato il rapporto con lo spazio cambia in modo netto, perché la riserva idrica viene trasferita nel sottosuolo e la parte emergente si riduce agli elementi necessari per accesso, collegamenti e gestione tecnica. Righetto i sistemi da interro li presenta proprio come soluzione idonea quando l’installazione fuori terra non è possibile per problemi di spazio; il modello VPS, per esempio, è descritto come un sistema integrato costituito da serbatoio di stoccaggio acqua, vano tecnico e prevano di accesso da spazio scoperto, completo di parapetto superiore e scala a due rampe con pianerottolo per la discesa nel locale. In altre configurazioni il serbatoio interrato viene abbinato a un box da esterno REI 60 destinato a vano tecnico oppure a un cabinato esterno per collettore e quadri elettrici con pompe sommerse installate all’interno del serbatoio. In aree produttive congestionate, in comparti con viabilità intensa, in lotti dove la superficie utile deve restare libera o in contesti nei quali l’impatto visibile dell’impianto va ridotto, questa impostazione risulta spesso più coerente con il progetto generale del sito.

La manutenzione rappresenta il secondo criterio decisivo, perché la conformità iniziale dell’impianto deve accompagnarsi a una gestione tecnica ordinata nel tempo. Nel sistema da esterno l’accesso ai componenti è più immediato: vano tecnico, linee di aspirazione, quadri, accessori, porta di ingresso e gruppo di pompaggio sono concentrati in una configurazione fuori terra, più semplice da ispezionare e più rapida da presidiare durante le attività ordinarie. Le schede Righetto insistono proprio su questo aspetto, indicando i sistemi integrati da esterno come soluzione efficace anche per la facilità e rapidità di posizionamento e manutenzione. Nel sistema BSV, inoltre, compaiono elementi che aiutano a capire il livello di completezza dell’allestimento: gruppo pompe composto da elettropompa, motopompa e pilota completi di quadri e accessori su skid separati come richiesto dalla UNI 11292, porta frontale REI 60, aspirazioni complete di filtro, piastra antivortice, giunto antivibrante, valvole e flange, quadro elettrico già cablato e soccorritore di tensione ad inverter con batterie per il funzionamento dell’elettroventilatore in assenza di energia elettrica. Una configurazione di questo tipo agevola ispezione, verifica funzionale e intervento tecnico, soprattutto quando si lavora su impianti che richiedono accessibilità continua e tempi di fermo contenuti.

Nel sistema interrato la manutenzione richiede una pianificazione più attenta, perché l’accessibilità ai componenti tecnici dipende dalla configurazione scelta. Quando il vano tecnico è interrato, come nel sistema VPS, l’accesso avviene da spazio scoperto attraverso prevano, parapetto e scala con pianerottolo; quando invece si adottano pompe sommerse nel serbatoio e cabinato esterno per collettore e quadri, l’architettura dell’impianto cambia e con essa cambia anche il modo di eseguire controllo e manutenzione. Il sistema interrato può offrire un grande vantaggio nella gestione dello spazio, ma richiede un’organizzazione più rigorosa degli accessi, delle ispezioni e delle attività di servizio.

L’accessibilità, terzo criterio fondamentale, riguarda sia l’ingresso fisico al vano tecnico sia la possibilità concreta di intervenire in sicurezza sui componenti nel corso della vita dell’impianto. Nel sistema da esterno l’accesso è normalmente più diretto: il vano tecnico è fuori terra, la porta frontale è immediatamente disponibile, i componenti risultano raggiungibili senza opere di discesa e senza vincoli tipici dei locali interrati. I locali pompe Righetto sono descritti come progettati per contenere tutte le tipologie di gruppi di pompaggio antincendio e dotati dei componenti obbligatori per rendere l’intero locale conforme alla UNI 11292/19; questo aiuta a leggere la soluzione da esterno come una configurazione che privilegia praticità di accesso, presidio manutentivo e semplicità di integrazione con il resto del sito. Se il progetto richiede frequenti verifiche, accesso rapido del manutentore, sostituzioni agevoli o una relazione molto diretta tra area tecnica e area operativa, la soluzione esterna mantiene una forte razionalità.

Nel sistema interrato l’accessibilità resta garantita, ma attraverso un percorso più strutturato. Il riferimento al prevano da spazio scoperto, al parapetto superiore e alla scala a due rampe con pianerottolo, riportato nella scheda VPS, indica con chiarezza che l’accesso viene progettato come parte integrante del sistema e non come un elemento secondario aggiunto in fase finale. Tale aspetto è importante soprattutto nei siti dove l’impianto antincendio deve coesistere con altre funzioni produttive, logistiche o architettoniche: l’accesso tecnico esiste, è previsto, è normato nella sua organizzazione, ma si inserisce in una logica più infrastrutturale e meno immediata rispetto al vano tecnico completamente fuori terra.

Lo spazio disponibile orienta quindi la prima decisione, la manutenzione definisce il grado di semplicità operativa atteso, l’accessibilità completa la valutazione e spesso la rende definitiva. Un sistema integrato da esterno si adatta bene a siti con superficie sufficiente, necessità di rapido accesso ai componenti, logistica semplice per i manutentori e volontà di mantenere serbatoio, gruppo pompe e vano tecnico in una configurazione leggibile e immediatamente disponibile. Un sistema integrato interrato si inserisce meglio dove la superficie è limitata, dove il progetto del sito richiede la riduzione degli ingombri visibili, dove l’impianto deve essere integrato in modo più discreto e dove la manutenzione può essere organizzata in modo rigoroso attorno a un accesso tecnico dedicato. In entrambi i casi la qualità della scelta dipende dalla coerenza tra architettura del sistema, caratteristiche dell’area e modalità con cui l’impianto verrà gestito negli anni.