Il serbatoio idrico del Monte di Cesena è tornato pienamente operativo dopo un intervento di revamping che ne ha rinnovato i componenti principali e ne ha aumentato affidabilità ed efficienza, con un investimento di circa 200 mila euro. L’impianto fa parte dell’acquedotto primario cittadino e, insieme al serbatoio della Rocca, alimenta il centro storico e l’Ospedale Bufalini; il suo potenziamento riguarda quindi una porzione sensibile della rete, dove la continuità dell’erogazione e la qualità dell’acqua hanno un peso diretto sui servizi essenziali.
A regime, la struttura può distribuire fino a 2 milioni di litri al giorno di acqua di qualità superiore, una capacità che la rende una riserva strategica nei momenti di maggiore richiesta, in particolare durante i mesi estivi, quando i consumi salgono e le condizioni climatiche mettono sotto pressione l’intero sistema. Disporre di un volume così ampio, prontamente disponibile, permette di rispondere con rapidità anche a situazioni di emergenza o di stress idrico, sostenendo la tenuta della distribuzione di fronte a eventi meteorologici sempre più estremi.
Principalmente, il lavoro ha riguardato il rifacimento delle parti idrauliche e strutturali. Sono state posate nuove condotte in acciaio inox, materiale scelto per la resistenza alla corrosione e per la durata nel tempo, ed è stata impermeabilizzata la vasca di accumulo da 1.500 metri cubi, l’elemento che custodisce il volume d’acqua e la cui tenuta determina sia la sicurezza igienica sia l’assenza di perdite. All’aspetto idraulico si è aggiunto quello del controllo: l’impianto è stato dotato di idrovalvole intelligenti, capaci di regolare flussi e pressioni in modo automatico, e la quadristica elettrica è stata aggiornata, portando l’apparato di comando a uno standard adeguato alla gestione moderna di un nodo idrico.
Una parte significativa dell’intervento si è appoggiata a un drone subacqueo, impiegato per le ispezioni all’interno della vasca. Questa tecnologia ha consentito di esaminare le superfici sommerse senza svuotare l’impianto e senza esporre operatori ad ambienti confinati, restituendo immagini e dati utili a individuare con precisione i punti che richiedevano consolidamento edile. La possibilità di mappare lo stato interno della struttura in modo accurato ha reso più mirati gli interventi di rinforzo, con benefici in termini di sicurezza delle lavorazioni e di razionalità della spesa.
Il progetto si completa con i sistemi digitali di monitoraggio, collegati al Polo Telecontrollo Reti e Impianti e al Call Center Tecnico di Forlì; grazie a questa infrastruttura il serbatoio può essere seguito e governato a distanza, con la possibilità di rilevare anomalie, intervenire sui parametri di funzionamento e gestire le manovre senza interrompere il servizio ai cittadini. Il telecontrollo trasforma l’impianto in un nodo costantemente osservato, dove le decisioni operative poggiano su dati aggiornati in tempo reale e i tempi di reazione a un’eventuale criticità si riducono sensibilmente.