Il serbatoio dell’acquedotto di Samoclevo, nel territorio comunale di Caldes, sarà ampliato attraverso la realizzazione di una seconda struttura collegata direttamente al serbatoio già esistente. Il progetto prevede infatti la costruzione di un nuovo serbatoio comunicante con quello attualmente in servizio, affiancando all’intervento sulle capacità di accumulo anche il rinnovo di una parte delle componenti necessarie alla gestione e alla distribuzione dell’acqua. Sono previste la sostituzione delle condotte e degli organi idraulici e la realizzazione di un pozzetto esterno destinato al collegamento con la rete, configurando quindi un intervento che non riguarda soltanto l’aggiunta di un nuovo volume di stoccaggio, ma anche le connessioni idrauliche tra le strutture e il sistema acquedottistico.
Il progetto era stato presentato dal Comune di Caldes nel febbraio 2026 ed è stato successivamente integrato con nuovi elaborati nel corso dei mesi seguenti. Un elemento determinante dell’iter autorizzativo è rappresentato dalla posizione del serbatoio rispetto al rio di Valle Rocca, poiché le opere ricadono a una distanza dall’alveo inferiore a quella prevista ordinariamente dalla normativa; per questa ragione è stato necessario il pronunciamento del Servizio Bacini Montani della Provincia autonoma di Trento, che ha esaminato la compatibilità dell’intervento con le disposizioni relative alle acque pubbliche e, con la determinazione numero 9626 del 1° settembre 2026, ha autorizzato la realizzazione delle opere in deroga alla distanza di legge dall’alveo.
L’ampliamento dell’impianto di Samoclevo potrà quindi procedere secondo una configurazione basata su due serbatoi comunicanti: il nuovo volume sarà costruito accanto alla struttura esistente e integrato con essa attraverso le opere idrauliche previste dal progetto. Contestualmente verranno sostituite le condotte e gli organi idraulici interessati dall’intervento, mentre il nuovo pozzetto esterno consentirà il collegamento alla rete acquedottistica. L’autorizzazione provinciale riguarda in particolare la possibilità di eseguire queste opere in prossimità del rio di Valle Rocca, superando il vincolo ordinario sulla distanza dall’alveo dopo la verifica della loro compatibilità con la disciplina delle acque pubbliche.
