29.05.2026
Robbiate, il serbatoio Monte Robbio aperto al pubblico nell’iniziativa “FAI rete con l’acqua”: un impianto del 1932 al servizio dell’acquedotto della Brianza

Sabato 23 maggio 2026, il serbatoio di Monte Robbio, sentinella idraulica posta sulla sommità dell’omonimo rilievo che separa i territori di Paderno d’Adda, Imbersago e Robbiate, ha aperto le proprie porte ai visitatori per la seconda tappa del calendario 2026 di “FAI rete con l’acqua”, iniziativa nata dalla collaborazione fra Lario Reti Holding, gestore del Servizio Idrico Integrato della provincia di Lecco, e le delegazioni del FAI di Lecco e dell’Alta Brianza, con l’obiettivo di portare i cittadini all’interno delle infrastrutture che ogni giorno garantiscono l’approvvigionamento idropotabile del territorio. L’iniziativa, inaugurata lo scorso aprile con la visita al depuratore di Lecco e proseguita con l’appuntamento successivo al depuratore di Osnago, ha trovato a Robbiate un’affluenza significativa, segnale dell’interesse crescente del pubblico verso le opere idrauliche storiche e verso il funzionamento concreto del ciclo dell’acqua.

L’impianto visitato è stato realizzato nel 1932 su progetto dell’ingegner Zonca e costituisce il primo serbatoio costruito per questo sistema acquedottistico ed è tuttora il punto altimetricamente più elevato dell’intera rete locale, una collocazione che gli consente di servire la distribuzione per caduta naturale verso le utenze a quote inferiori senza ricorrere a stazioni di pompaggio intermedie. La scelta progettuale di novant’anni fa rispondeva a un principio idraulico che resta valido nella pratica acquedottistica contemporanea: collocare l’accumulo nel punto topograficamente più alto del bacino di servizio per sfruttare l’energia gravitazionale, contenere i consumi energetici di sollevamento e generare nei tratti di rete una pressione di esercizio sufficiente a garantire il servizio nelle ore di punta dei consumi e nelle quote più sfavorevoli dell’area servita.

L’alimentazione idrica del serbatoio Monte Robbio proviene da due fonti distinte, configurazione che assicura la diversificazione delle sorgenti di approvvigionamento e la continuità del servizio nel caso uno dei due punti di captazione subisca interruzioni programmate o anomalie: i Pozzi Mulini, opere di emungimento dalla falda acquifera locale, e la Sorgente Edison, captazione situata nel territorio comunale di Paderno d’Adda. La presenza di due fonti complementari, una di natura sotterranea e l’altra di origine sorgentizia, consente al gestore di modulare il mix di acqua in arrivo all’impianto in funzione delle condizioni idrogeologiche stagionali, della qualità organolettica delle singole captazioni e delle esigenze idrauliche del momento, costruendo nel serbatoio una miscela equilibrata che alimenta la rete di distribuzione.

In merito al piano costruttivo, l’impianto è strutturato in due vasche separate ma idraulicamente comunicanti, una soluzione progettuale di grande attualità anche a distanza di nove decenni perché garantisce la possibilità di operare interventi di manutenzione ordinaria, pulizia delle pareti e dei fondi, disinfezione periodica e ispezioni strutturali su una delle due celle mantenendo l’altra in esercizio, salvaguardando così la continuità del servizio idropotabile e azzerando la necessità di interruzioni programmate dell’erogazione. Le tre funzioni cardine assegnate al serbatoio sono quelle classiche degli impianti di accumulo cittadini: stabilizzare la pressione di rete entro l’intervallo di esercizio progettato, compensando le fluttuazioni della domanda fra le ore di morbida notturna e i picchi mattutini e serali; costituire una riserva strategica utilizzabile in caso di emergenze, sia di natura tecnica come fermi non programmati delle adduttrici di alimentazione, sia di natura accidentale come gli interventi delle squadre antincendio; contribuire al corretto bilancio idraulico dell’intero sistema acquedottistico, fornendo il volano di accumulo che consente alle opere di adduzione di lavorare in regime quasi-stazionario.

Sul fronte gestionale, l’impianto storico ha conosciuto negli anni recenti un’evoluzione tecnologica che lo ha trasformato in un nodo intelligente della rete: il sistema è oggi interamente gestito da remoto attraverso un moderno apparato di telecontrollo, equipaggiato con antenne esterne per la trasmissione bidirezionale dei dati di processo verso la sala operativa di Lario Reti Holding. Da quella postazione gli operatori possono monitorare in tempo reale i livelli idrici nelle due vasche, le portate in ingresso dalle adduttrici e in uscita verso la rete, lo stato delle valvole motorizzate, le condizioni di funzionamento delle apparecchiature elettromeccaniche, e possono intervenire da remoto sui setpoint di esercizio senza necessità di presidio fisico continuativo. L’integrazione fra struttura muraria in calcestruzzo realizzata nei primi anni Trenta del Novecento e sistema di automazione di concezione contemporanea è un esempio significativo di come il patrimonio infrastrutturale storico del servizio idrico possa essere valorizzato attraverso interventi di adeguamento tecnologico mirati, senza che la modernizzazione comporti la dismissione di opere ancora idonee all’esercizio sotto il profilo strutturale e idraulico.

Un elemento distintivo del serbatoio Monte Robbio è la terrazza panoramica realizzata sulla copertura dell’impianto e inaugurata nel 2023, opera di valorizzazione che ha trasformato il manufatto tecnico in un punto di osservazione paesaggistica accessibile alla comunità. Lo sguardo che si apre dalla terrazza abbraccia le colline brianzole, il corso dell’Adda nel tratto che attraversa l’area di Paderno, il celebre Ponte San Michele che da oltre un secolo collega le sponde del fiume con la sua iconica struttura in ferro a doppio impalcato, e nelle giornate di maggiore visibilità si spinge fino allo skyline di Milano sullo sfondo. La doppia identità dell’impianto, infrastruttura idraulica essenziale e belvedere territoriale al tempo stesso, illustra una linea di pensiero che attraversa la gestione contemporanea del patrimonio acquedottistico, ovvero la possibilità di restituire ai territori le opere idrauliche come luoghi di conoscenza e di fruizione, superando la tradizionale invisibilità delle infrastrutture interrate o recintate del servizio idrico integrato.

Durante la visita è stato dedicato spazio anche al richiamo verso il Ponte San Michele di Paderno d’Adda, segnalato nel censimento nazionale “I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI, occasione utile per sensibilizzare i partecipanti sul valore storico e ingegneristico di un monumento che dal 1889 rappresenta uno dei simboli identitari della Brianza e una pietra miliare dell’ingegneria delle strutture metalliche dell’Ottocento, riconosciuto fra i grandi ponti europei dell’epoca per l’ardito schema statico e per la qualità della carpenteria in ferro. Il calendario 2026 di “FAI rete con l’acqua” prosegue con la prossima tappa fissata per sabato 6 giugno 2026, articolata in due turni di visita alle 9.30 e alle 10.45, alla Sorgente Meria di Mandello del Lario, captazione situata sulle pendici orientali del lago di Como e raggiungibile attraverso una camminata di trenta-quaranta minuti nel bosco, in compagnia dei volontari del FAI che guideranno i partecipanti fino al punto in cui l’acqua sgorga naturalmente dalla roccia ed entra nel sistema acquedottistico del territorio.