Il Comune di Castelvetrano ha presentato un progetto di ristrutturazione e miglioramento strutturale del serbatoio pensile situato in via Pietro Mascagni, un’infrastruttura idrica costruita negli anni Settanta che per decenni ha svolto un ruolo fondamentale nell’equilibrio della rete di distribuzione dell’acqua potabile cittadina. L’intervento è stato candidato al finanziamento nell’ambito del programma PR-FESR Sicilia 2021-2027 e prevede un investimento complessivo di circa 967mila euro, con l’obiettivo principale di migliorare la sicurezza strutturale dell’opera, adeguarne il comportamento sismico e risolvere alcune criticità legate all’inserimento dell’infrastruttura nel contesto urbano circostante.
I serbatoi pensili sono una tipologia infrastrutturale molto diffusa nelle reti acquedottistiche realizzate nel secondo dopoguerra: dal punto di vista idraulico, queste strutture svolgono una funzione di regolazione, consentendo di stabilizzare la pressione all’interno della rete di distribuzione e di garantire una riserva di emergenza in caso di variazioni nei consumi o di interruzioni temporanee dell’alimentazione. L’elemento caratterizzante di queste opere è la collocazione della vasca di accumulo a una quota elevata rispetto al piano campagna, soluzione che permette di sfruttare la pressione idrostatica generata dal dislivello per alimentare la rete senza ricorrere continuamente a sistemi di pompaggio.
La struttura di un serbatoio pensile è generalmente composta da una vasca di accumulo in calcestruzzo armato sostenuta da una torre portante, che può essere costituita da un fusto centrale cilindrico oppure da un sistema di pilastri collegati da travi di irrigidimento. Il peso complessivo della struttura è significativo, poiché alla massa del calcestruzzo si aggiunge quella dell’acqua contenuta nella vasca, che può raggiungere centinaia di tonnellate. Tale configurazione genera un sistema strutturale particolarmente sensibile alle azioni dinamiche, come quelle prodotte da eventi sismici o da oscillazioni della massa liquida contenuta nel serbatoio.
Nel caso del serbatoio di Castelvetrano, la costruzione risale a un periodo in cui le normative antisismiche e i criteri di progettazione strutturale erano molto diversi rispetto agli standard attuali: le strutture realizzate negli anni Sessanta e Settanta venivano spesso dimensionate con criteri di sicurezza statica adeguati alle conoscenze dell’epoca, ma non sempre con una particolare attenzione alla risposta dinamica delle strutture elevate con masse concentrate in sommità. Con l’evoluzione delle normative tecniche per le costruzioni e con l’introduzione di criteri di progettazione più avanzati, molte di queste infrastrutture risultano oggi caratterizzate da livelli di vulnerabilità sismica che rendono opportuni interventi di miglioramento o adeguamento.
Uno degli aspetti più complessi nella progettazione sismica dei serbatoi pensili riguarda il comportamento dinamico del sistema acqua-struttura: durante un evento sismico, la massa liquida contenuta nella vasca non si comporta come un carico statico, ma genera fenomeni di oscillazione noti come sloshing, cioè movimenti ondulatori del liquido che producono forze aggiuntive sulle pareti e sulla struttura portante. La progettazione moderna dei serbatoi idrici tiene conto di questi fenomeni mediante modelli dinamici che separano la componente impulsiva della massa liquida, solidale con la struttura, dalla componente convettiva associata al movimento ondulatorio dell’acqua.
Negli interventi di riqualificazione strutturale di serbatoi pensili esistenti, una delle prime fasi consiste nella valutazione della vulnerabilità sismica dell’opera: è un’analisi che viene generalmente condotta mediante modellazione strutturale numerica, in quanto consente di simulare il comportamento della struttura sotto l’azione di carichi statici e dinamici. Attraverso queste simulazioni è possibile individuare eventuali punti critici della struttura, come sezioni insufficientemente armate, nodi strutturali vulnerabili o carenze nei collegamenti tra la vasca e la torre portante.
Gli interventi di miglioramento sismico possono includere diverse tecniche di rinforzo strutturale: nei serbatoi in calcestruzzo armato è spesso necessario aumentare la capacità portante di pilastri e setti mediante tecniche di confinamento strutturale, come l’applicazione di fasciature con materiali compositi fibrorinforzati oppure l’incremento delle sezioni resistenti con camicie in calcestruzzo o acciaio; in altri casi si interviene sul sistema di collegamento tra la vasca e la struttura portante per migliorare la trasmissione delle forze e ridurre il rischio di meccanismi di collasso locale.
Un ulteriore aspetto importante riguarda la durabilità dei materiali: infatti, i serbatoi pensili sono spesso esposti per decenni agli agenti atmosferici e ai cicli termici, condizioni che possono favorire fenomeni di carbonatazione del calcestruzzo e corrosione delle armature metalliche. La ristrutturazione di queste infrastrutture richiede, quindi, anche interventi di ripristino del copriferro, protezione delle armature e trattamento delle superfici esterne per garantire una maggiore resistenza nel tempo.
Nel progetto presentato dal Comune di Castelvetrano, oltre al miglioramento sismico del manufatto, l’intervento mira anche a risolvere alcune criticità urbanistiche legate alla presenza del serbatoio nel tessuto cittadino. Nel corso degli anni, infatti, molte infrastrutture idriche originariamente collocate in aree periferiche sono state progressivamente inglobate nello sviluppo urbano, creando interferenze con la viabilità o con altri servizi pubblici. Per questo, la riqualificazione dell’area circostante diventa un’opportunità per migliorare l’integrazione tra l’infrastruttura tecnica e lo spazio urbano.
In molte città italiane, una parte significativa delle infrastrutture acquedottistiche è stata costruita tra gli anni Cinquanta e Ottanta e si trova oggi in una fase avanzata del ciclo di vita tecnico: interventi di manutenzione straordinaria e miglioramento strutturale consentono di prolungare la vita utile di queste opere evitando costosi interventi di sostituzione e garantendo al tempo stesso livelli adeguati di sicurezza e affidabilità del servizio idrico.