02.10.2026
Reazione al fuoco, in vigore la nuova UNI EN ISO 11925-2:2026 per le prove con singola fiamma

Dal 24 settembre 2026, è in vigore la nuova UNI EN ISO 11925-2:2026, dedicata alle prove di reazione al fuoco e, in particolare, alla determinazione dell’accendibilità dei prodotti sottoposti all’attacco diretto di una singola fiamma: la norma, che recepisce la EN ISO 11925-2:2026 e adotta la ISO 11925-2:2026, definisce il metodo di prova da utilizzare su provini collocati in posizione verticale e in assenza di flusso radiante esterno. Si tratta della quinta edizione dello standard, elaborata nell’ambito dell’ISO/TC 92 Fire safety con il coinvolgimento del CEN/TC 127, e sostituisce l’edizione del 2020. L’aggiornamento interviene quindi su una procedura standardizzata specificamente destinata a verificare il comportamento iniziale di un prodotto quando viene esposto direttamente a una piccola sorgente di fiamma, mantenendo come elemento centrale della prova l’osservazione dell’innesco e della successiva propagazione della combustione sul campione. Tra le modifiche introdotte nella nuova edizione figurano una nota specifica relativa alla valutazione della punta della fiamma e la revisione completa delle figure contenute nella norma, aggiornate nell’ambito della nuova versione del documento tecnico.

La procedura prevista dalla UNI EN ISO 11925-2:2026 utilizza una piccola fiamma applicata direttamente al provino, sulla superficie oppure sul bordo a seconda della configurazione prevista, per un periodo di 15 o 30 secondi; il campione viene mantenuto verticalmente e il metodo consente di valutare la propagazione della fiamma lungo la superficie in seguito all’applicazione dell’innesco, riproducendo in condizioni controllate l’esposizione iniziale del prodotto a una sorgente di incendio di dimensioni limitate. La prova prende inoltre in considerazione un ulteriore fenomeno rilevante per il comportamento al fuoco dei materiali, cioè l’eventuale formazione e caduta di gocce o particelle infiammate. Al di sotto del provino viene infatti posizionata della carta da filtro, utilizzata per verificare se il materiale incandescente o in combustione che si distacca dal campione sia in grado di provocarne l’accensione. La valutazione non riguarda pertanto soltanto l’eventuale innesco del prodotto e il percorso compiuto dalla fiamma sulla sua superficie, ma comprende anche gli effetti prodotti da materiale incendiato che possa separarsi dal provino durante il test.

La nuova edizione mantiene inoltre indicazioni dedicate all’applicazione del metodo a prodotti che non presentano una geometria semplicemente piana: la UNI EN ISO 11925-2:2026 comprende infatti allegati relativi alla precisione della procedura di prova e al collaudo di prodotti non essenzialmente piatti o caratterizzati da perforazioni, così da disciplinare anche configurazioni nelle quali la forma del materiale può incidere sul modo in cui la fiamma entra in contatto con il campione e si propaga. Lo standard definisce quindi un metodo controllato e riproducibile basato su una singola sorgente di fiamma, con provini verticali e senza irraggiamento esterno, specificando sia le modalità di applicazione dell’innesco sia gli elementi da osservare durante l’esecuzione della prova.