27.02.2026
Prove di collaudo per il Serbatoio Montesanto 1 a Messina

Il passaggio dalla prova di riempimento al collaudo è uno di quei momenti che, per un’infrastruttura idrica, segna la trasformazione di un cantiere in un componente reale del sistema acquedottistico. Nel caso del serbatoio Montesanto 1, a Messina, si tratta di un impianto che per anni è rimasto incompiuto o non pienamente funzionale e che, una volta messo in esercizio, è destinato a diventare un vero polmone di compenso per la città, con effetti diretti sulla continuità di erogazione e sulla capacità di gestire la distribuzione in modo più stabile. I lavori sono ormai in fase di ultimazione, con la prova di riempimento effettuata e con l’impianto pronto per il collaudo finale, premessa necessaria per l’inserimento nel sistema di distribuzione cittadino.

In una rete urbana come quella messinese, storicamente esposta a criticità di approvvigionamento e a discontinuità di servizio, l’elemento serbatoio è un punto di regolazione, perché consente di disaccoppiare, almeno parzialmente, la variabilità delle portate in arrivo dalle fonti di alimentazione rispetto ai picchi di richiesta dell’utenza, riducendo l’instabilità operativa nelle ore più critiche.

Il valore tecnico del Montesanto 1, però, è in come è progettato per entrare in funzione ossia come nodo interconnesso, alimentato a gravità e collegato ad altri serbatoi e a più linee di adduzione. Già nel 2024, si descriveva un impianto concepito per garantire un volume di compenso di circa 5.000 metri cubi, alimentato direttamente a gravità dalla condotta Fiumefreddo e collegabile con alimentazioni indipendenti e gestione delle adduzioni anche dagli acquedotti Santissima e Alcantara. A questa descrizione si sovrappone la ricostruzione ufficiale pubblicata dal Comune di Messina, che parla di ricostruzione delle vasche 1 e 2 con capacità complessiva di 5.000 m³, realizzazione della camera valvole e dei collegamenti idraulici, con connessioni alla rete esistente e alle linee di adduzione esterna della Santissima, dell’Alcantara e del Fiumefreddo.

Ancora, un serbatoio che permette di ridurre o eliminare fasi di sollevamento meccanico lungo il percorso dell’acqua modifica strutturalmente i costi di esercizio e la vulnerabilità energetica del sistema: nel 2024 spiegava che, a fine lavori, i due serbatoi Montesanto 1 e 2 saranno collegati in modo bidirezionale con una nuova condotta e che questo assetto porterà a una riduzione dei costi di esercizio dell’impianto di sollevamento esistente, oggi utilizzato per alimentare il serbatoio Tremonti e gli impianti collegati. Alcune alimentazioni, tra cui quelle verso la sottorete del serbatoio Gonzaga (Montepiselli) e verso Tremonti, potranno essere garantite a gravità direttamente dal nuovo serbatoio Montesanto 1, con risparmio dei costi energetici oggi necessari per il sollevamento.

In termini impiantistici, si traduce in meno ore di funzionamento delle pompe, minore esposizione a guasti elettromeccanici e maggiore prevedibilità delle pressioni in rete. Inoltre, una connessione bidirezionale tra serbatoi consente logiche di esercizio più elastiche: in caso di indisponibilità temporanea di una fonte, di manutenzione su una condotta o di un transitorio idraulico rilevante, la possibilità di scambiare acqua tra invasi interconnessi riduce la probabilità che un singolo evento si trasformi in un disservizio esteso.

Il cantiere, dal punto di vista delle lavorazioni, è entrato nella fase di abilitazione del serbatoio, con camera di manovra, piping e condotta di collegamento, collocando l’intervento a circa il 90%, in una fase che precede direttamente il collaudo.

Quando si arriva alla prova di riempimento, in questo febbraio 2026, si verifica la tenuta complessiva dell’invaso e delle connessioni, si osserva il comportamento dei livelli e dei dispositivi di sicurezza e si validano, almeno in prima battuta, le condizioni operative della manovra. La prova di riempimento è anche un passaggio che prepara la fase di collaudo, che normalmente include verifiche funzionali delle apparecchiature, controlli sulla corretta esecuzione delle opere e procedure propedeutiche alla messa in esercizio in sicurezza, soprattutto quando l’infrastruttura deve essere innestata in un sistema vivo e già in esercizio.

Un altro elemento che caratterizza il Montesanto 1, e che mostra un orientamento moderno alla gestione energetica, è la previsione di interventi di efficientamento e la copertura totale del serbatoio con un impianto fotovoltaico di ultima generazione.: la generazione elettrica locale può diventare importante per alimentare quadri, automazione, sistemi di telecontrollo e, in generale, i consumi dell’impianto, riducendo l’impronta operativa e migliorando la resilienza rispetto a variazioni di costo dell’energia.

Un accumulo da 5.000 m³, articolato su più vasche, collegato a più adduzioni e capace di alimentare a gravità porzioni importanti del sistema, riduce la dipendenza da un singolo schema di esercizio, permette strategie più raffinate di distribuzione e può ridurre disservizi legati a guasti o manutenzioni: questo è il Serbatoio Montesanto 1.