La progettazione dei sistemi fissi antincendio a estinguenti gassosi deve considerare gli effetti prodotti dalla scarica dell’agente estinguente sulla pressione interna del locale protetto. La UNI EN ISO 21805:2026, entrata in vigore l’11 giugno 2026 in sostituzione dell’edizione del 2023, definisce i criteri per progettare, scegliere e installare le prese d’aria, i dispositivi di sfogo e le soluzioni destinate all’aerazione successiva alla scarica, con l’obiettivo di salvaguardare l’integrità strutturale dell’ambiente e mantenere l’efficacia del sistema di spegnimento.
I sistemi antincendio a gas vengono utilizzati soprattutto nei locali tecnici, negli archivi, nelle sale dati e negli ambienti contenenti impianti, documenti o apparecchiature sensibili, dove l’impiego di acqua o schiuma potrebbe provocare danni rilevanti. L’estinzione avviene attraverso l’immissione rapida nel compartimento di una quantità calcolata di agente gassoso, sufficiente a raggiungere e mantenere la concentrazione necessaria per controllare l’incendio. La velocità della scarica può generare una sovrappressione capace di sollecitare pareti, porte, finestre, controsoffitti e altri elementi dell’involucro edilizio; durante alcune fasi dell’erogazione o nelle successive operazioni di estrazione del gas possono inoltre formarsi condizioni di depressione, con ulteriori effetti sulle strutture e sulla funzionalità degli accessi.
Le aperture di compensazione devono essere dimensionate per limitare entrambe le variazioni di pressione, permettendo il passaggio della quantità d’aria necessaria senza compromettere la tenuta del locale: un’apertura insufficiente può determinare pressioni superiori a quelle sopportabili dall’involucro, mentre una superficie di sfogo eccessiva può favorire la dispersione dell’agente estinguente e ridurre il tempo durante il quale deve essere mantenuta la concentrazione di progetto. Il dimensionamento deve quindi coordinare la resistenza strutturale del compartimento, la capacità effettiva di sfogo e la permanenza del gas all’interno del volume protetto.
La UNI EN ISO 21805:2026 richiede di esaminare il volume del locale, la resistenza dell’involucro, il tipo e la quantità dell’agente estinguente, la durata della scarica, la pressione massima ammissibile e le perdite naturali presenti attraverso porte, serramenti, attraversamenti impiantistici e altre discontinuità; la valutazione comprende anche il percorso seguito dall’aria, la posizione delle aperture, le condizioni presenti all’esterno del locale e le caratteristiche delle eventuali canalizzazioni collegate ai dispositivi di compensazione. La portata nominale di un’apertura non può essere considerata separatamente dalle condizioni reali di installazione: griglie di protezione, reti, serrande, curve, condotti e variazioni di sezione possono introdurre resistenze al passaggio dell’aria e diminuire la capacità effettiva di sfogo. Anche la contropressione presente nel punto di espulsione può modificare le prestazioni del sistema, soprattutto quando l’aria viene convogliata attraverso canalizzazioni lunghe o termina in spazi tecnici nei quali la pressione non coincide con quella atmosferica. Il calcolo deve quindi riguardare l’intero percorso di ventilazione e non soltanto la superficie geometrica dell’apertura.
La tenuta del locale deve essere verificata sulla configurazione realmente esistente, perché il comportamento dell’involucro dipende dall’insieme delle aperture volontarie e delle infiltrazioni non controllate: porte prive di adeguate guarnizioni, passaggi di cavi, tubazioni, condotti di ventilazione, controsoffitti comunicanti e attraversamenti non sigillati possono modificare la distribuzione delle pressioni e favorire la fuoriuscita dell’estinguente. La presenza di perdite naturali non elimina la necessità di installare dispositivi di compensazione dimensionati, poiché tali infiltrazioni possono avere caratteristiche variabili e non garantiscono una portata prevedibile durante la scarica.
Le imprese che realizzano un nuovo impianto o intervengono su un locale già protetto devono verificare la corrispondenza tra i calcoli di progetto, le caratteristiche effettive dell’ambiente e le prestazioni dichiarate dei componenti installati. Il progettista antincendio, l’installatore e il manutentore devono coordinare le rispettive attività, valutando tutti gli elementi capaci di modificare la permeabilità del compartimento, compresi serramenti, impianti di ventilazione, serrande tagliafuoco, porte automatiche, attraversamenti e collegamenti con locali adiacenti. La documentazione tecnica deve riportare i criteri utilizzati per il dimensionamento delle prese d’aria, la pressione massima prevista, le caratteristiche del dispositivo installato, le eventuali riduzioni di portata dovute a griglie o canalizzazioni e i risultati delle verifiche eseguite sull’integrità del locale. Devono inoltre essere definite le prove funzionali, le modalità di controllo dei dispositivi mobili e le procedure necessarie per ripristinare il sistema dopo un’attivazione, assicurando che le aperture ritornino nella posizione prevista e che il compartimento recuperi le condizioni di tenuta richieste dal progetto.
Ogni modifica successiva può rendere necessario un nuovo esame delle condizioni di pressione: la realizzazione di fori nelle pareti, la sostituzione di una porta, l’installazione di nuovi impianti, lo spostamento di una canalizzazione, l’aggiunta di controsoffitti o il cambiamento della destinazione d’uso del locale possono alterare i dati sui quali era stato effettuato il dimensionamento originario. Anche la sostituzione dell’agente estinguente, la variazione della sua quantità o la modifica dei tempi di scarica richiedono una verifica della compatibilità delle aperture esistenti con il nuovo assetto dell’impianto.
Le procedure di emergenza devono integrare il funzionamento del sistema a gas con l’allarme, l’evacuazione delle persone, il ritardo eventualmente previsto prima della scarica e il divieto di accesso al locale fino al ripristino delle condizioni di sicurezza. Dopo l’erogazione dell’estinguente, l’aerazione deve essere gestita secondo modalità definite, considerando la presenza del gas, dei prodotti della combustione e delle sostanze generate dall’esposizione dell’agente alle alte temperature. Il rientro delle persone può avvenire soltanto dopo le verifiche previste e la conferma del ripristino di un’atmosfera sicura.
I controlli periodici devono accertare che le aperture di compensazione siano libere, integre e prive di materiali capaci di limitarne la portata. I dispositivi mobili devono conservare la capacità di aprirsi alla pressione stabilita e di richiudersi correttamente, mentre griglie, serrande e canalizzazioni devono essere controllate per individuare ostruzioni, corrosione, deformazioni, manomissioni o deterioramenti. La manutenzione deve comprendere anche la verifica delle condizioni del locale, poiché un’apertura aggiunta o una sigillatura rimossa possono modificare il comportamento del compartimento senza produrre anomalie immediatamente visibili sul sistema di spegnimento.
La UNI EN ISO 21805:2026 si inserisce nel quadro degli obblighi stabiliti dall’articolo 46 del Decreto legislativo 81/2008 per la prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, dal Decreto ministeriale 3 agosto 2015 relativo al Codice di prevenzione incendi e dal Decreto ministeriale 1° settembre 2021 sui controlli e sulla manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio. La norma tecnica fornisce criteri riconosciuti per progettare le aperture di compensazione secondo la regola dell’arte, mentre la valutazione del rischio, la strategia antincendio e la definizione delle misure applicabili rimangono parte integrante del progetto complessivo.
