Secondo una recente stima, il mercato dei serbatoi di stoccaggio crescerebbe in modo sostenuto fino al 2035, con un tasso annuo composto (CAGR) del 6,32% nel periodo 2025–2035, a partire da una dimensione di mercato per il 2025 di 27.714,39 di USD Billion e un valore atteso per il 2035 di 51.152,27 USD Billion.
Il report descrive quali forze stanno spingendo investimenti e sostituzioni nell’infrastruttura di stoccaggio, quali materiali e architetture stanno guadagnando quota e quali settori applicativi stanno polarizzando la domanda. Si parte con l’affermare che il serbatoio non è un componente isolato, ma un nodo di continuità operativa per filiere molto diverse, dall’energia al chimico, dall’acqua al food-grade, tanto che nella ricerca di mercato vengono citati esplicitamente impieghi per liquidi, gas, prodotti chimici, acqua, derivati petroliferi e materiali alimentari, con domanda trainata dall’aumento dei consumi energetici, dall’accesso all’acqua sicura, dall’industrializzazione e dagli investimenti infrastrutturali.
Allo stesso tempo, cresce la pressione regolatoria su integrità, perdite e contaminazioni: si parla di norme ambientali e di sicurezza più stringenti che spingono a rimpiazzare infrastrutture datate con serbatoi moderni e soluzioni più controllabili, anche tramite monitoraggi e materiali più resistenti alla corrosione. In pratica, la crescita non è solo nuova capacità installata, ma: una parte importante è revamping, retrofit e sostituzione per adeguamento, un tema che nei siti industriali pesa spesso più della semplice espansione volumetrica.
Nel report, la segmentazione per materiale include acciaio, vetroresina/fiberglass, plastica, calcestruzzo e alluminio. L’acciaio mantiene la quota maggiore per robustezza e versatilità, soprattutto in oil & gas, chimico e trattamento acque, mentre la vetroresina viene descritta come segmento in crescita grazie a leggerezza, resistenza alla corrosione e minori costi di manutenzione in specifiche applicazioni. In effetti, poi, la scelta fra acciaio, calcestruzzo, fiberglass e polietilene dipende da sostanza stoccata, condizioni ambientali e requisiti regolatori.
Le nuove evoluzioni progettuali stanno diventando baseline nelle applicazioni più esposte, come, ad esempio, doppi fondi o strutture a doppia parete, sistemi di rilevazione perdite, design a tetto galleggiante per lo stoccaggio di prodotti petroliferi, rivestimenti avanzati e leghe più resistenti alla corrosione, oltre a monitoraggio digitale in tempo reale di livello, temperatura, pressione e integrità strutturale per abilitare manutenzione predittiva. Non si chiede più solo un volume, quindi, ma un sistema che riduca rischio di fermo, riduca rischio ambientale e renda auditabile lo stato del bene; è anche la ragione per cui la digitalizzazione (sensori, telemetria, condition monitoring) viene raccontata come un driver di mercato, poiché abbassa il costo totale di proprietà quando le ispezioni sono onerose e i fermi impianto costano molto.
L’applicazione Oil and Gas è indicata come segmento più grande, mentre Water and Wastewater emerge come il più dinamico: nell’energia fossile, lo stoccaggio resta strutturale per ragioni di logistica, volatilità della domanda e gestione di filiera, tanto da aver aumento di capacità di raffinazione e terminali nei Paesi in crescita e la necessità di serbatoi per combustibili e liquidi, oltre alla domanda del chimico per sostanze volatili e pericolose che richiedono caratteristiche di sicurezza avanzate.
Nel ciclo idrico, invece, la spinta è infrastrutturale e spesso pubblica, data da urbanizzazione, ammodernamento reti, gestione siccità e investimenti in accumulo e trattamento: il report lega esplicitamente la crescita del segmento idrico a scarsità d’acqua, variabilità delle piogge e priorità di stoccaggio affidabile in ambito urbano e agricolo.
Poi, viene segnalata che la transizione energetica genera requisiti di stoccaggio specializzati, citando biofuel e idrogeno come esempi di nuove esigenze, introducendo la differenza fra serbatoio tradizionale e serbatoio con specifiche di processo.
Tra i trend citati compare anche la costruzione modulare, utile per installazioni rapide e scalabilità, in particolare per siti remoti o temporanei: dove prima dominava la logica del serbatoio site-built come opera quasi unica, oggi cresce la domanda di soluzioni che riducano tempi di fermo, semplifichino logistica e consentano espansioni progressive senza riprogettare tutto.
Non è un caso che, nella segmentazione, compaia anche la distinzione per end use (industriale, commerciale, residenziale, agricolo, energy), con la modularità ad avere valore diverso in ciascun segmento: nell’industria può significare capacità aggiuntiva rapida, nell’energy standardizzazione di parchi di stoccaggio e nell’acqua può significare implementazioni distribuite e progressive su reti o impianti.
L’Asia-Pacifico, poi, viene descritta come area fra le più rapide per industrializzazione e urbanizzazione, mentre indica il Nord America come mercato forte per base oil & gas e chimico; l’Europa viene collegata a compliance ambientale e ammodernamento dell’esistente e il Medio Oriente alla necessità di grandi capacità per export petrolifero.
La crescita prevista, quindi, è un effetto combinato di sostituzione dell’esistente, aumento degli standard di sicurezza e ambiente, infrastrutturazione del ciclo idrico e nascita di nuove esigenze energetiche.
