20.02.2026
Previsioni 2035 per il mercato dei serbatoi di stoccaggio

Secondo una recente stima, il mercato dei serbatoi di stoccaggio crescerebbe in modo sostenuto fino al 2035, con un tasso annuo composto (CAGR) del 6,32% nel periodo 2025–2035, a partire da una dimensione di mercato per il 2025 di 27.714,39 di USD Billion e un valore atteso per il 2035 di 51.152,27 USD Billion.

Il report descrive quali forze stanno spingendo investimenti e sostituzioni nell’infrastruttura di stoccaggio, quali materiali e architetture stanno guadagnando quota e quali settori applicativi stanno polarizzando la domanda. Si parte con l’affermare che il serbatoio non è un componente isolato, ma un nodo di continuità operativa per filiere molto diverse, dall’energia al chimico, dall’acqua al food-grade, tanto che nella ricerca di mercato vengono citati esplicitamente impieghi per liquidi, gas, prodotti chimici, acqua, derivati petroliferi e materiali alimentari, con domanda trainata dall’aumento dei consumi energetici, dall’accesso all’acqua sicura, dall’industrializzazione e dagli investimenti infrastrutturali.

Allo stesso tempo, cresce la pressione regolatoria su integrità, perdite e contaminazioni: si parla di norme ambientali e di sicurezza più stringenti che spingono a rimpiazzare infrastrutture datate con serbatoi moderni e soluzioni più controllabili, anche tramite monitoraggi e materiali più resistenti alla corrosione. In pratica, la crescita non è solo nuova capacità installata, ma: una parte importante è revamping, retrofit e sostituzione per adeguamento, un tema che nei siti industriali pesa spesso più della semplice espansione volumetrica.

Nel report, la segmentazione per materiale include acciaio, vetroresina/fiberglass, plastica, calcestruzzo e alluminio. L’acciaio mantiene la quota maggiore per robustezza e versatilità, soprattutto in oil & gas, chimico e trattamento acque, mentre la vetroresina viene descritta come segmento in crescita grazie a leggerezza, resistenza alla corrosione e minori costi di manutenzione in specifiche applicazioni. In effetti, poi, la scelta fra acciaio, calcestruzzo, fiberglass e polietilene dipende da sostanza stoccata, condizioni ambientali e requisiti regolatori.

Le nuove evoluzioni progettuali stanno diventando baseline nelle applicazioni più esposte, come, ad esempio, doppi fondi o strutture a doppia parete, sistemi di rilevazione perdite, design a tetto galleggiante per lo stoccaggio di prodotti petroliferi, rivestimenti avanzati e leghe più resistenti alla corrosione, oltre a monitoraggio digitale in tempo reale di livello, temperatura, pressione e integrità strutturale per abilitare manutenzione predittiva. Non si chiede più solo un volume, quindi, ma un sistema che riduca rischio di fermo, riduca rischio ambientale e renda auditabile lo stato del bene; è anche la ragione per cui la digitalizzazione (sensori, telemetria, condition monitoring) viene raccontata come un driver di mercato, poiché abbassa il costo totale di proprietà quando le ispezioni sono onerose e i fermi impianto costano molto.

L’applicazione Oil and Gas è indicata come segmento più grande, mentre Water and Wastewater emerge come il più dinamico: nell’energia fossile, lo stoccaggio resta strutturale per ragioni di logistica, volatilità della domanda e gestione di filiera, tanto da aver aumento di capacità di raffinazione e terminali nei Paesi in crescita e la necessità di serbatoi per combustibili e liquidi, oltre alla domanda del chimico per sostanze volatili e pericolose che richiedono caratteristiche di sicurezza avanzate.

Nel ciclo idrico, invece, la spinta è infrastrutturale e spesso pubblica, data da urbanizzazione, ammodernamento reti, gestione siccità e investimenti in accumulo e trattamento: il report lega esplicitamente la crescita del segmento idrico a scarsità d’acqua, variabilità delle piogge e priorità di stoccaggio affidabile in ambito urbano e agricolo.

Poi, viene segnalata che la transizione energetica genera requisiti di stoccaggio specializzati, citando biofuel e idrogeno come esempi di nuove esigenze, introducendo la differenza fra serbatoio tradizionale e serbatoio con specifiche di processo.

Tra i trend citati compare anche la costruzione modulare, utile per installazioni rapide e scalabilità, in particolare per siti remoti o temporanei: dove prima dominava la logica del serbatoio site-built come opera quasi unica, oggi cresce la domanda di soluzioni che riducano tempi di fermo, semplifichino logistica e consentano espansioni progressive senza riprogettare tutto.

Non è un caso che, nella segmentazione, compaia anche la distinzione per end use (industriale, commerciale, residenziale, agricolo, energy), con la modularità ad avere valore diverso in ciascun segmento: nell’industria può significare capacità aggiuntiva rapida, nell’energy standardizzazione di parchi di stoccaggio e nell’acqua può significare implementazioni distribuite e progressive su reti o impianti.

L’Asia-Pacifico, poi, viene descritta come area fra le più rapide per industrializzazione e urbanizzazione, mentre indica il Nord America come mercato forte per base oil & gas e chimico; l’Europa viene collegata a compliance ambientale e ammodernamento dell’esistente e il Medio Oriente alla necessità di grandi capacità per export petrolifero.

La crescita prevista, quindi, è un effetto combinato di sostituzione dell’esistente, aumento degli standard di sicurezza e ambiente, infrastrutturazione del ciclo idrico e nascita di nuove esigenze energetiche.