28.11.2025
Porto di Barletta, concessione trentennale a Italiana Petroli e addio ai vecchi serbatoi

Nel porto di Barletta si apre una fase completamente nuova, frutto di una decisione attesa da anni e destinata a cambiare in profondità l’assetto dell’area portuale: con la firma della concessione trentennale a Italiana Petroli S.p.A., l’infrastruttura si avvia verso una trasformazione che non riguarda solo i volumi di traffico e le attività logistiche, ma anche il rapporto tra lo scalo, la città e il suo paesaggio urbano.

Al centro dell’intesa c’è un’area di quasi 19 mila metri quadrati, collocata in prossimità della banchina 12, sul Molo di Tramontana: si tratta di una porzione di porto già dedicata alle attività energetiche, che ora verrà ulteriormente ampliata e ristrutturata per ospitare un deposito carburanti più moderno e funzionale; l’obiettivo è concentrare in un unico hub l’insieme delle operazioni legate ai prodotti energetici, riducendo la frammentazione degli impianti e rendendo più efficiente la movimentazione di benzina e gasolio, oggi gestita su strutture distribuite in punti diversi dello scalo.

Uno degli elementi più significativi dell’accordo, dal punto di vista urbano e ambientale, è l’impegno di Italiana Petroli a demolire i serbatoi presenti sulla banchina 3, quella a ridosso della città: la loro rimozione consentirà di liberare un tratto particolarmente delicato del porto interno, riducendo l’impatto visivo degli impianti industriali e restituendo una maggiore continuità tra la zona portuale e il tessuto urbano. In prospettiva, questo passaggio potrà favorire una riqualificazione degli spazi affacciati sul mare, migliorando lo skyline e aprendo la strada a usi più coerenti con la vicinanza al centro abitato e al fronte monumentale del Castello Svevo.

Il cronoprogramma stabilito è molto preciso e scandisce una transizione che dovrà avvenire in più fasi: entro il 31 marzo 2026 la società dovrà presentare il piano dettagliato degli interventi da realizzare nell’area concessa, definendo tempi e modalità operative. I lavori di ampliamento e ristrutturazione del deposito sul Molo di Tramontana dovranno concludersi entro il 31 dicembre 2028, mentre le operazioni di decommissioning degli impianti situati sulla banchina 3 avranno come termine ultimo il 31 dicembre 2029.

L’investimento complessivo stimato è di circa 20 milioni di euro, una cifra che conferma la volontà di Italiana Petroli di mantenere e consolidare la propria presenza nello scalo barlettano. Non si tratta di un’operazione episodica, ma della prosecuzione di un rapporto che, come ha ricordato la stessa azienda, prosegue senza interruzioni dal 1956: il nuovo polo energetico, tecnologicamente avanzato, consentirà di concentrare le attività di ricezione, stoccaggio, additivazione e spedizione dei carburanti all’interno di un’area dedicata, organizzata secondo standard aggiornati di sicurezza e di efficienza operativa.

Oggi il deposito carburanti opera già in area demaniale del porto commerciale, gestendo flussi di benzina e gasolio provenienti dalla raffineria Api di Falconara Marittima: i prodotti arrivano via nave cisterna e vengono trasferiti attraverso un oleodotto, passando poi per una pensilina di carico metallica con piattaforma in cemento, canaline di scolo e sistemi di convogliamento dei liquidi. Con il nuovo hub, questa filiera non solo verrà mantenuta, ma dovrà essere razionalizzata e resa più performante, anche in termini di controllo ambientale e gestione delle eventuali criticità legate alla movimentazione di prodotti sensibili come gli idrocarburi.

A definire la portata di questa trasformazione è la stessa Autorità di Sistema Portuale, che ha parlato di un intervento radicale, destinato a modificare l’intero assetto dello scalo. Spostare gli impianti più impattanti dall’area interna del porto verso la cosiddetta Area Petroli, individuata dal Piano Regolatore Portuale e situata a maggiore distanza dal centro abitato, significa ripensare la geografia delle funzioni: da un lato, l’hub energetico modernizzato, dall’altro un fronte porto più ordinato, più sicuro e più adatto a dialogare con il patrimonio storico e con le potenzialità turistiche della città.

In questo quadro, il Castello Svevo assume un ruolo simbolico ma anche operativo: l’Autorità portuale ha sottolineato come la riorganizzazione degli spazi e la rimozione dei vecchi serbatoi possano contribuire a valorizzare il collegamento visivo e funzionale tra il porto e il complesso monumentale, creando una cornice più armonica per eventuali sviluppi nel settore crocieristico, in particolare nella fascia luxury. L’idea è che un porto più curato nell’immagine, liberato da strutture ingombranti e datate, possa risultare più attrattivo per armatori e operatori interessati a inserire Barletta negli itinerari di pregio del Mediterraneo.

La sicurezza è un altro asse portante del progetto: concentrare i serbatoi e le infrastrutture di movimentazione dei carburanti in un’area appositamente regolata e più distante dal centro abitato consente di gestire meglio i rischi, sia in termini di prevenzione sia di eventuale risposta a incidenti. Un polo unico, concepito secondo criteri aggiornati di ingegneria degli impianti, permette di controllare più facilmente le procedure, monitorare i flussi, ridurre i punti critici e adottare dispositivi di protezione e contenimento più efficaci.

La demolizione dei vecchi serbatoi sulla banchina 3 rappresenta una risposta a sensibilità che negli ultimi anni sono cresciute, sia sul fronte della sicurezza e della salute pubblica sia su quello della qualità paesaggistica e del decoro urbano. Vedere arretrare impianti industriali dal porto interno, a favore di un’organizzazione più ordinata e lontana dalle abitazioni, può contribuire a ridefinire il modo in cui i cittadini percepiscono il loro porto: non soltanto come luogo di attività produttive, ma come spazio integrato con la vita della città, potenzialmente fruibile e connesso a nuove opportunità economiche e turistiche.

Alla fine di questo percorso, il porto di Barletta potrebbe presentarsi come un’infrastruttura più moderna, più sicura e meglio inserita nel contesto cittadino: un polo energetico concentrato e tecnologicamente avanzato, collocato nell’Area Petroli, e un fronte interno alleggerito dalla presenza di serbatoi e impianti datati costituiscono i due pilastri di una trasformazione che punta a tenere insieme sviluppo industriale, tutela del territorio e valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico.