25.09.2026
Pesca, credito d’imposta del 20% sul carburante mentre il gasolio raggiunge 1,30 euro

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha definito le modalità di attuazione del contributo destinato alle imprese ittiche per l’acquisto di gasolio e benzina, introducendo un credito d’imposta che consentirà di recuperare il 20% della spesa sostenuta per il carburante. Il provvedimento permette di procedere all’assegnazione delle risorse rimasta finora bloccata e interesserà oltre 1.900 pescatori. Per il comparto si tratta di un sostegno particolarmente rilevante dopo il forte aumento dei costi energetici che ha accompagnato la ripresa delle attività successiva al fermo pesca e che sta compromettendo la sostenibilità economica delle uscite in mare.

Il problema deriva soprattutto dall’entità dell’aumento registrato dal gasolio utilizzato dai pescherecci: il prezzo è arrivato a circa 1,30 euro, mentre prima della guerra in Iran veniva acquistato dai pescatori a valori compresi tra 0,55 e 0,60 euro. Il credito d’imposta dovrebbe coprire integralmente il 20% della spesa previsto dal provvedimento, ma il sostegno non è ritenuto sufficiente per riportare automaticamente in equilibrio i conti delle imprese, soprattutto se le quotazioni dovessero continuare a crescere: anche applicando la compensazione del 20% all’attuale prezzo di 1,30 euro, infatti, il costo effettivamente sostenuto resterebbe molto superiore ai livelli precedenti alla crisi. Per le imprese di pesca il carburante rappresenta una delle principali componenti del costo di ogni uscita e l’aumento incide direttamente sul numero di ore che le imbarcazioni possono trascorrere in mare e, nei casi più critici, sulla convenienza stessa a effettuare le battute di pesca. Il provvedimento costituisce quindi un primo intervento economico concreto, ma arriva in una situazione nella quale gli operatori rimangono esposti a ulteriori variazioni del prezzo del gasolio.