A St. Albans, nel Vermont, il serbatoio non riguarda solo l’acqua da distribuire, ma anche un’infrastruttura pensata per gestire un problema molto concreto, che si presenta quando piove forte o quando la neve si scioglie rapidamente. In quelle condizioni, una parte della rete fognaria cittadina è mista, cioè porta insieme acque meteoriche e reflui.
Quando i volumi diventano troppo grandi, il sistema va in sofferenza e può verificarsi un trabocco: la miscela finisce in un corso d’acqua locale (Stevens Brook) e, nei casi peggiori, la pressione fa risalire l’acqua dai tombini fino alla strada, in particolare nell’area dell’incrocio tra South Elm e Lower Welden. Nei documenti comunali la questione viene descritta senza giri di parole: questi eventi sono considerati una fonte di inquinamento, perché contengono anche una quota di reflui non trattati e impattano sulla qualità dell’acqua del torrente e, a valle, della baia di St. Albans.
È in questo contesto che nasce il progetto del grande serbatoio sotterraneo di Houghton Park, che è costruire una capacità di accumulo sotto terra, in modo che durante i picchi di precipitazione il sistema abbia un polmone. Il serbatoio può trattenere la maggior parte dei volumi che oggi causano gli overflow e poi, terminato l’evento, il contenuto viene rilasciato e reimmesso nel circuito a una portata controllata, quando l’impianto e la rete possono gestirlo. Nei memo al consiglio comunale si parla chiaramente di un sistema di stoccaggio sotterraneo da 500.000 galloni, concepito proprio per intercettare la maggioranza degli overflow e pomparli di nuovo nel sistema fognario dopo la pioggia.
Un elemento che rende il progetto particolarmente sensibile, anche dal punto di vista della comunità, è la sua collocazione in Houghton Park, che è è un’area verde pubblica: proprio per questo, la scelta progettuale punta a lasciare il parco com’è, almeno in superficie. I documenti indicano che l’area interessata sarebbe a sud del campo da football (citato come Steelers football field), lungo Lower Welden, e che il parco verrà ripristinato sopra l’opera, con pochissimi segnali visibili del fatto che sotto ci sia un’infrastruttura di questa scala.
Nel materiale comunale si fa riferimento a dati storici che hanno portato alla scelta della capacità del serbatoio citata: la maggior parte degli eventi di overflow registrati negli ultimi anni rientrerebbe entro questa soglia, quindi la nuova capacità dovrebbe eliminare tanti episodi e ridurre la gravità di quelli più estremi.
Inoltre, c’è la componente normativa e di responsabilità pubblica, in quanto la città, nei documenti ufficiali, richiama l’esistenza di un ordine da parte dello Stato che impone di affrontare gli overflow, con l’obiettivo di eliminarli o ridurli drasticamente. E qui si inserisce la finestra di finanziamento, con St. Albans che dispone di 2,8 milioni di dollari in fondi statali legati ad ARPA, ma con una scadenza stringente: devono essere spesi entro la fine del 2026.
Nelle descrizioni tecniche collegate alle procedure di gara, infine, compare un perimetro di lavori che include l’installazione di un serbatoio prefabbricato in calcestruzzo da 500.000 galloni, un dispositivo di grigliatura/trattenimento dei solidi, una stazione di pompaggio sommersa, tratti di condotte a gravità e in pressione, una struttura di monitoraggio dell’overflow, un nuovo scarico e, quindi, il ripristino dell’area.
