La realizzazione del nuovo serbatoio d’acqua da 5.000 metri cubi nella città di Tiaret rappresenta un intervento strategico per il rafforzamento dell’alimentazione idrica urbana, perché introduce una capacità aggiuntiva di accumulo in un punto altimetrico favorevole e consente di migliorare la gestione della pressione, della riserva disponibile e della continuità di distribuzione, soprattutto nelle aree più sensibili della rete e negli edifici sviluppati in altezza.
L’opera è prevista nella zona di Zemala, sulle alture della città, una collocazione tecnica rilevante perché un serbatoio installato in quota permette di sfruttare meglio il carico idraulico naturale e di distribuire l’acqua con maggiore stabilità verso i quartieri serviti. La capacità di 5.000 metri cubi, pari a circa 5 milioni di litri, non va letta soltanto come un volume di stoccaggio, perché in un acquedotto urbano il serbatoio svolge anche una funzione di regolazione: riceve l’acqua proveniente dalle fonti di adduzione, la accumula nelle fasce in cui la domanda è più contenuta e la restituisce alla rete quando i consumi aumentano, riducendo gli sbalzi di pressione e rendendo più regolare il servizio.
L’investimento previsto rientra nel programma speciale destinato al potenziamento dell’alimentazione in acqua potabile della città di Tiaret a partire dal bacino idrografico del Chott Chergui. Il tempo di realizzazione indicato è di 14 mesi, una durata che comprende le fasi di cantiere, costruzione della vasca, posa dei collegamenti, installazione delle apparecchiature idrauliche, prove di tenuta, collaudi e messa in esercizio dell’infrastruttura all’interno del sistema esistente.
Il collegamento del nuovo serbatoio ai serbatoi vicini avverrà attraverso 1,7 chilometri di canalizzazioni; in tal modo, si compensano eventuali discontinuità provenienti dai foraggi, dalle condotte di adduzione o dai singoli tratti della rete, perché l’acqua può essere gestita attraverso più punti di accumulo e redistribuzione.
La funzione più evidente riguarda il nuovo polo urbano di Kermane, dove la distribuzione dell’acqua deve rispondere a fabbisogni crescenti, a consumi concentrati in fasce orarie precise e alla necessità di servire anche i piani superiori degli edifici. Nei quartieri di nuova urbanizzazione, la disponibilità di acqua ai piani alti dipende dall’equilibrio tra portata immessa, pressione residua in rete, quota dei fabbricati, perdite di carico lungo le condotte e livello operativo dei serbatoi: un accumulo posto in posizione elevata aiuta a stabilizzare questo equilibrio, perché mantiene una riserva disponibile a monte della distribuzione e contribuisce a garantire una pressione più costante anche quando la domanda aumenta.
L’ubicazione a Zemala consente di valorizzare la quota naturale del terreno, riducendo la dipendenza da soluzioni esclusivamente meccaniche nella fase di distribuzione. Le pompe restano essenziali per alimentare il sistema e superare i dislivelli lungo le tratte di adduzione, ma l’accumulo in quota permette alla rete di lavorare con maggiore stabilità, perché l’acqua viene immagazzinata in un punto da cui può essere distribuita con un contributo gravitazionale.
L’interconnessione prevista con gli altri serbatoi cittadini, poi, in caso di fermata di un pozzo, guasto su una condotta, riduzione temporanea della portata o necessità di manutenzione programmata, consente di mantenere una riserva di esercizio e di orientare la distribuzione verso le aree prioritarie. La rete diventa più flessibile, perché non dipende da un unico percorso idraulico e può utilizzare i volumi disponibili in modo coordinato.
Il rafforzamento dell’acqua potabile a Tiaret si accompagna anche a un intervento sul versante delle acque reflue nel polo urbano di Kermane, dove è stata messa in servizio una stazione di sollevamento realizzata con un investimento di 105,6 milioni di dinari. La stazione è collegata mediante 3,6 chilometri di canalizzazioni e permette di sollevare e pompare 30 litri al secondo di acque reflue verso l’impianto di depurazione di Aïn Bouchekif. La presenza di una stazione di sollevamento nel polo Kermane consente di superare i vincoli altimetrici della rete fognaria e di convogliare i reflui verso l’impianto di trattamento, evitando dispersioni, scarichi non controllati o sovraccarichi locali. La portata di 30 litri al secondo corrisponde a una capacità di trasferimento significativa per un comparto urbano in sviluppo, perché permette di raccogliere le acque reflue prodotte dagli insediamenti e inserirle in un percorso depurativo organizzato.
Il programma prevede inoltre l’attivazione di altre tre stazioni analoghe a Sidi El-Haouas, Bibane Mesbah e Aïn-Meriem, con l’obiettivo di mobilitare il massimo volume possibile di acque reflue da trattare e riutilizzare per finalità agricole e di servizio. Per Tiaret, il serbatoio da 5.000 metri cubi nella zona di Zemala è, quindi, un nodo di regolazione destinato a migliorare l’intero equilibrio della rete.