In questi giorni, si parla della ricostruzione del serbatoio di Cologna Paese, nel territorio di Roseto degli Abruzzi, un intervento che prevede la realizzazione di un nuovo serbatoio sopraelevato che sostituirà quello esistente.
Secondo il progetto, il nuovo serbatoio avrà una capacità maggiore fino a 300 metri cubi e una progettazione aderente alle norme sismiche vigenti, per un investimento stimato intorno a 1,5 milioni di euro: 300 metri cubi significano circa 300 mila litri d’acqua disponibili come riserva e come volume di compenso ossia la rete locale avrà un polmone più ampio, capace di assorbire meglio le oscillazioni quotidiane e stagionali dei consumi. È il principio tipico dei serbatoi pensili: accumulano quando la domanda è bassa e restituiscono quando la domanda sale, contribuendo a smorzare gli sbalzi e a mantenere più regolare la pressione in distribuzione.
Il fatto che il serbatoio sia sopraelevato fa sì che la quota, cioè l’altezza a cui sta l’acqua rispetto alle utenze, è una parte essenziale del come l’acqua arriva nelle case: la colonna d’acqua genera una pressione naturale (idrostatica) che, in un sistema ben gestito, riduce la necessità di correzioni continue con pompaggio e permette una distribuzione più prevedibile, soprattutto nelle ore di punta.
La soluzione progettuale prescelta prevede la realizzazione del nuovo serbatoio e, solo dopo, la demolizione del manufatto esistente: in moltissimi casi si costruisce prima il nuovo proprio per non lasciare scoperta la frazione durante i lavori e per poter trasferire gradualmente le funzioni (accumulo, regolazione, eventuale telemisura, valvole e collegamenti) dalla struttura vecchia a quella nuova, riducendo al minimo l’impatto sui residenti e consentendo collaudi più ordinati.
Un altro punto, è l’adeguamento alle norme sismiche: per un serbatoio sopraelevato, bisogna ragionare su come una massa d’acqua e una struttura snella reagiscono durante un evento sismico, considerando non solo la resistenza dei materiali, ma anche il comportamento dinamico del liquido contenuto, progettando il necessario perché la struttura e l’acqua al suo interno restino in un campo di comportamento previsto e controllabile, limitando i rischi e aumentando l’affidabilità.
C’è poi l’inserimento nel contesto urbano e paesaggistico, con l’intenzione di realizzare un’opera moderna ed efficiente, che migliori anche il decoro dell’area rispetto alla struttura precedente e che si integri con maggiore armonia nel contesto circostante.
Di sicuro, quello che cambia per chi vive a Cologna Paese è una combinazione di fattori impattanti, come una riserva più ampia, una maggiore capacità di affrontare i picchi di richiesta, una struttura progettata con criteri aggiornati per sicurezza e durabilità e una realizzazione orientata a ridurre i disagi.
