Nell’alta valle del Foglia, Belforte all’Isauro è uno di quei piccoli Comuni che negli ultimi anni hanno visto la siccità smettere di essere una preoccupazione astratta per diventare un problema concreto, che entra nelle case e nelle abitudini quotidiane.
In questo contesto si inserisce l’entrata in funzione del nuovo serbatoio Podere, un’infrastruttura realizzata da nell’ambito di un piano di integrazione e ammodernamento delle reti idriche che interessa l’intera alta valle del Foglia: si tratta di un’area collinare dove le sorgenti locali risentono in modo marcato delle estati sempre più calde e povere di piogge; l’intervento non è quindi un episodio isolato, ma parte di un percorso di rafforzamento strutturale delle reti, pensato per rendere più affidabile la distribuzione dell’acqua potabile nei diversi comuni serviti.
Dal punto di vista dimensionale, il nuovo serbatoio ha una capacità massima di 168 metri cubi e sostituisce una vasca preesistente che si fermava a circa 30 metri cubi: in pratica, il volume disponibile viene moltiplicato di oltre cinque volte. Questo significa avere molto più margine per assorbire i picchi di consumo, gestire eventuali cali temporanei delle sorgenti e garantire un servizio più stabile anche nelle giornate in cui la richiesta d’acqua cresce o l’alimentazione naturale si riduce. L’investimento complessivo supera i 300 mila euro, una cifra significativa per un Comune di dimensioni ridotte, che però, proprio per questo, trae grande beneficio da opere mirate e ben progettate.
Il potenziamento del sistema non riguarda solo la quantità d’acqua stoccata, ma anche l’architettura della rete: il serbatoio “Podere” si inserisce infatti in un disegno di maggiore interconnessione tra le infrastrutture di Belforte all’Isauro e quelle di Piandimeleto, una rete più collegata che permette di ridistribuire meglio le risorse dove servono, di compensare eventuali criticità locali e di gestire in modo più flessibile la circolazione dell’acqua. L’obiettivo dichiarato è garantire continuità ed efficienza del servizio, soprattutto nei mesi estivi, quando le sorgenti soffrono e la domanda non diminuisce.
La sindaca Federica Battazzi ha sottolineato il carattere strategico di questo intervento, evidenziando come il nuovo serbatoio contribuisca a rafforzare in modo sostanziale il sistema idrico locale e a mantenere la continuità del servizio anche nei periodi di minore disponibilità di acqua; nelle sue parole emerge chiaramente un doppio livello: da un lato la sicurezza infrastrutturale, dall’altro la qualità della vita dei cittadini, che si aspettano di poter contare su un servizio affidabile anche mentre il clima cambia.
Sul piano tecnico, il funzionamento dell’impianto vede l’acqua prelevata dalle sorgenti che viene convogliata al nuovo serbatoio per poi essere distribuita alla rete idrica locale. È un principio semplice, ma la differenza la fa la capacità di accumulo e la qualità dell’infrastruttura, per cui il serbatoio diventa una riserva strategica che consente di affrontare con maggiore serenità periodi di stress idrico, guasti, manutenzioni programmate e situazioni impreviste.
Le aree interne come quelle dell’alta valle del Foglia sono spesso più esposte agli effetti combinati di siccità prolungate, ondate di calore e riduzione graduale delle portate sorgive: in questi contesti, un sistema idrico basato su piccoli serbatoi isolati e su reti poco interconnesse diventa fragile e basta un guasto, un calo di una sorgente o un picco di consumi per mettere in difficoltà interi centri abitati. Al contrario, avere una capacità di accumulo più ampia e una rete meglio collegata significa poter reggere meglio queste oscillazioni, guadagnando tempo e flessibilità nella gestione.
Per i cittadini di Belforte all’Isauro, il nuovo serbatoio può tradursi in un cambiamento percepibile nella quotidianità, anche se non sempre immediatamente visibile: quando si parla di acqua, infatti, il successo di un’infrastruttura si misura soprattutto nelle emergenze che non accadono, nei rubinetti che continuano a erogare anche durante l’ennesima estate torrida, nelle autobotti che non devono essere chiamate d’urgenza, nelle ordinanze di limitazione all’uso dell’acqua che diventano meno frequenti o meno severe. È una forma di sicurezza silenziosa, che lavora in sottofondo e che spesso si nota solo quando manca.
Nel quadro più ampio delle politiche idriche, interventi come questo mostrano come la risposta alla siccità non possa basarsi solo su misure emergenziali. I divieti temporanei di irrigare i giardini, lavare le auto o riempire le piscine possono essere necessari, ma non bastano da soli: servono infrastrutture che consentano di utilizzare meglio l’acqua disponibile, ridurre le perdite di rete, accumulare quando le sorgenti sono più generose e restituire gradualmente nei momenti di scarsità. Il nuovo serbatoio di Belforte all’Isauro va esattamente in questa direzione, affiancando alle raccomandazioni sul risparmio idrico una base tecnica più solida.