15.05.2026
Nuovi serbatoi e nuove condotte per rendere più sicuro l’approvvigionamento idrico della Valdelsa

La riorganizzazione del sistema idrico della Valdelsa entra in una fase importante, perché il progetto legato alla Montagnola Senese non riguarda soltanto la posa di nuove tubazioni o il potenziamento puntuale di una rete esistente, bensì la costruzione progressiva di un assetto acquedottistico più robusto, capace di collegare fonti diverse, distribuire meglio la risorsa e garantire maggiore continuità di servizio nei periodi di stress idrico.

L’intervento si inserisce in un programma del valore complessivo superiore ai 20 milioni di euro e cofinanziamento PNRR, finalizzato alla riorganizzazione della rete degli acquedotti della Valdelsa. Il nuovo lotto interessa in particolare l’area compresa tra San Gimignano e Poggibonsi e prevede la realizzazione del collegamento tra il futuro impianto di potabilizzazione di Fosci e la rete idrica già in esercizio a servizio del territorio poggibonsese.

L’opera consiste nella posa e successiva attivazione di una nuova condotta di adduzione lunga oltre 2.700 metri, progettata da Ingegnerie Toscane, che collegherà l’acquedotto di Fosci, in corrispondenza della vecchia centrale esistente, alla rete di distribuzione di Poggibonsi. Il tracciato seguirà la Strada Provinciale 1 e arriverà fino al punto di connessione con la rete attuale all’altezza della rotatoria posta tra la SP1, via San Gimignano e via Val d’Aosta; l’investimento previsto per questa specifica opera è pari a 2,8 milioni di euro.

La funzione principale della nuova infrastruttura è quella di aumentare la ridondanza del sistema, cioè la possibilità di alimentare la rete da più punti e con fonti differenti. Poggibonsi potrà infatti contare su due direttrici di approvvigionamento: la risorsa proveniente dalla diga di Cepparello e quella collegata alla Montagnola Senese, che sarà ulteriormente valorizzata dalla futura centrale di potabilizzazione di Fosci, opera stimata in 15 milioni di euro.

Il collegamento con Fosci assume un valore strategico anche in prospettiva dei futuri interventi di manutenzione e ammodernamento della diga di Cepparello, stimati in 22 milioni di euro e finanziati attraverso il Piano Nazionale di Interventi Strategici nel Settore Idrico. L’avvio dei lavori è ipotizzato nel 2027 e, durante quella fase, sarà essenziale disporre di una rete capace di continuare ad alimentare Poggibonsi anche con una disponibilità ridotta o temporaneamente non utilizzabile dalla fonte principale.

La logica dell’intervento è quella dell’acquedotto integrato, nel quale le infrastrutture comunali non funzionano più come sistemi isolati, ma come parti di una rete territoriale più ampia, bilanciata e interconnessa. In questo modello, serbatoi, condotte di adduzione, impianti di potabilizzazione e punti di distribuzione vengono progettati per lavorare insieme, con una maggiore capacità di risposta rispetto alle variazioni della domanda e alle condizioni ambientali.

La nuova infrastruttura tra Fosci e Poggibonsi va letta come la capacità creare una dorsale utile a integrare la risorsa della Montagnola Senese nel sistema locale, migliorando la capacità della rete di rispondere a condizioni ordinarie e straordinarie. Nei periodi di normale esercizio, il sistema potrà distribuire meglio le portate disponibili; nei periodi di siccità, potrà contare su una maggiore diversificazione delle fonti; nelle fasi di manutenzione programmata, potrà ridurre il rischio di disservizi legati alla temporanea indisponibilità di una parte dell’infrastruttura.