A Pontedassio la gestione dell’acqua entra in una fase più strutturata, con la realizzazione di tre nuovi pozzi artesiani, serbatoi di accumulo e una rete di distribuzione destinata sia all’uso irriguo sia al supporto delle attività antincendio. L’intervento riguarda un tema tecnico sempre più centrale per i territori interni liguri: rendere disponibile una risorsa idrica locale, accumulabile e distribuibile, capace di sostenere l’agricoltura nelle stagioni più critiche e di rafforzare la capacità di risposta in caso di incendi boschivi. L’opera è stata finanziata nell’ambito della Green Community “Concrete e Verdi – Due Valli Sostenibili” e ha previsto un investimento complessivo di 524.778 euro.
Il valore dell’intervento non si limita alla perforazione dei pozzi, perché la componente realmente strategica è l’integrazione tra captazione, accumulo e distribuzione. Un pozzo artesiano consente di intercettare una risorsa sotterranea, ma la sua utilità territoriale dipende dalla possibilità di convogliare l’acqua verso punti di stoccaggio e da lì renderla disponibile attraverso una rete organizzata. I serbatoi di accumulo svolgono quindi una funzione essenziale, perché permettono di compensare la discontinuità tra disponibilità della risorsa, fabbisogno agricolo e necessità operative legate all’emergenza. In un’area collinare e frazionata come quella dell’entroterra imperiese, questa impostazione consente di superare la logica del singolo punto di prelievo e di costruire una piccola infrastruttura idrica territoriale.
Gli interventi sono stati distribuiti su più frazioni del Comune di Pontedassio, con una configurazione pensata per servire porzioni diverse del territorio: nella frazione Monti sono stati investiti oltre 167 mila euro per la realizzazione del pozzo artesiano, delle vasche di accumulo e della rete di distribuzione; a Villa Viani, in località Ciane, l’intervento ha superato i 103 mila euro e ha incluso anche un sistema di alimentazione tramite impianto fotovoltaico; nella frazione Bestagno sono stati destinati oltre 79 mila euro, mentre ulteriori 54 mila euro sono stati impiegati per l’acquisto di riserve idriche.
La presenza del fotovoltaico a Villa Viani, poi, rende l’infrastruttura idrica meno dipendente dalla rete elettrica tradizionale, soprattutto in aree dove l’accesso all’energia può essere più complesso o meno efficiente. L’alimentazione da fonte rinnovabile applicata a un sistema di pompaggio o gestione idrica consente di ridurre i costi operativi, aumentare l’autonomia del servizio e migliorare la resilienza dell’impianto. In questo tipo di interventi, l’energia non è un elemento accessorio, poiché la capacità di sollevare, trasferire o rendere disponibile l’acqua dipende direttamente dalla continuità di alimentazione dei sistemi tecnici.
I nuovi pozzi e le vasche di accumulo offrono una risposta concreta alla crescente pressione sui fabbisogni irrigui: le coltivazioni dell’entroterra ligure, spesso distribuite su superfici frammentate e in contesti morfologicamente complessi, risentono in modo particolare della riduzione delle piogge regolari e dell’aumento dei periodi siccitosi. Disporre di riserve locali permette alle aziende agricole di programmare meglio l’irrigazione, ridurre la dipendenza da approvvigionamenti occasionali e mantenere più stabile la produttività nei momenti in cui l’acqua diventa il principale fattore limitante.
Ancora, non è da sottovalutare l’aspetto antincendio, perché le vasche e i punti di approvvigionamento dedicati possono essere utilizzati dalle autopompe dei Vigili del Fuoco in caso di emergenza. In un territorio caratterizzato da aree boscate, coltivi, frazioni e viabilità interna non sempre agevole, la disponibilità di acqua in prossimità delle zone potenzialmente esposte al rischio incendio può incidere sui tempi di intervento e sulla capacità di contenimento del fronte di fuoco.
La Green Community “Concrete e Verdi – Due Valli Sostenibili” coinvolge i Comuni della Valle Impero e l’Unione dei Comuni dell’Alta Valle Arroscia, con un’impostazione che mette insieme risorse idriche, energia rinnovabile, filiera forestale, turismo sostenibile, agricoltura, mobilità dolce ed efficienza energetica. Il programma interessa complessivamente 19 Comuni, una superficie di 338 chilometri quadrati e una popolazione di 9.619 abitanti, con Pontedassio nel ruolo di Comune capofila.
La scelta di finanziare infrastrutture idriche in questo contesto risponde a una logica precisa: l’entroterra non può essere reso più competitivo e abitabile solo attraverso interventi puntuali, ma ha bisogno di reti materiali e servizi di base capaci di sostenere le attività economiche, la sicurezza delle comunità e la permanenza delle persone nei borghi. L’acqua, in questo scenario, diventa una risorsa produttiva, ambientale e civile. Serve alle aziende agricole, serve alla protezione del territorio, serve alla gestione delle emergenze e contribuisce a rendere più stabile la vita nelle frazioni.
La distribuzione degli interventi tra Monti, Villa Viani, Ciane e Bestagno mostra una scelta orientata alla copertura diffusa del territorio comunale: le frazioni rappresentano spesso i punti più esposti alla fragilità infrastrutturale, perché si trovano lontane dai servizi principali e dipendono da reti locali meno ridondanti. Portare in queste aree pozzi, accumuli e sistemi di alimentazione significa rafforzare la dotazione minima necessaria per sostenere agricoltura, presidio territoriale e sicurezza.
L’investimento assume, quindi, una funzione multipla: produce benefici diretti per le aziende agricole, perché amplia la disponibilità irrigua, rafforza la protezione civile, perché crea punti idrici utilizzabili in caso di incendio, migliora la sostenibilità energetica, perché integra il fotovoltaico in almeno una delle opere e contribuisce alla manutenzione attiva del territorio, perché sostiene quelle attività agricole che rappresentano anche una forma di presidio contro abbandono, degrado e aumento del rischio ambientale.