10.07.2026
La nuova UNI EN 12845:2026 per i sistemi sprinkler: cosa cambia per riserve idriche e gruppi di pompaggio

Dal mese di giugno 2026 è disponibile la nuova edizione della UNI EN 12845, la norma che da circa vent’anni costituisce il riferimento tecnico per la progettazione, l’installazione e la manutenzione dei sistemi automatici a sprinkler negli edifici e negli insediamenti industriali. La versione, entrata in vigore il 4 giugno e resa disponibile dall’8 giugno, recepisce l’aggiornamento europeo EN 12845:2015+A2:2026 e sostituisce formalmente la precedente UNI EN 12845:2020.

L’elemento che interessa più da vicino chi si occupa di riserve idriche antincendio riguarda il rapporto tra l’impianto sprinkler e la sua alimentazione. La novità più rilevante consiste nel collegamento esplicito con la UNI EN 17451, la norma dedicata alla progettazione, all’assemblaggio e alla messa in servizio dei gruppi di pompaggio; il testo introduce in modo diretto il concetto di pump set, cioè di gruppo di pompaggio inteso come insieme coordinato e crea così un raccordo più chiaro tra il dimensionamento della rete sprinkler e il sistema che deve garantirne l’alimentazione idrica. Infatti la protezione a pioggia funziona soltanto se la riserva d’acqua e il gruppo di spinta sono progettati come un unico organismo: la portata di progetto deve poter defluire dal serbatoio anche quando questo ha raggiunto il livello minimo e deve poterlo fare per l’intera durata prevista dall’autonomia dell’impianto.

Attorno a questo nucleo si conferma l’impianto normativo che disciplina i serbatoi di accumulo. La norma richiede indicatori di livello leggibili dall’esterno su tutti i serbatoi chiusi, impone accorgimenti specifici nelle zone soggette al gelo, dove il livello ordinario dell’acqua va innalzato e va prevista la possibilità di sfogo del ghiaccio e fissa i parametri di pressione a monte delle utenze. La riserva idrica, il vano tecnico e il gruppo di pompaggio restano quindi i tre componenti che vanno dimensionati insieme in funzione del tipo di alimentazione e del livello di rischio dell’attività protetta.

La parte dedicata ai sistemi con prestazioni avanzate, pubblicata nel 2024, tratta le configurazioni ESFR, ossia i sistemi a soppressione precoce e risposta rapida, e le configurazioni CSMA, calibrate su applicazioni specifiche ad alto rischio come i depositi con elevate altezze di stoccaggio. La parte dedicata alla protezione antisismica, pubblicata nel 2025, fa riferimento ai criteri dell’Eurocodice 8 e fornisce le indicazioni per progettare gli elementi, come controventi e giunti, necessari a mantenere operativo l’impianto anche dopo un evento sismico. L’aggiornamento del 2026 alleggerisce il testo storico dei contenuti ormai trattati in queste sezioni dedicate e anticipa la futura parte prima, attesa indicativamente nel corso del 2027, che riprenderà i principi generali di progettazione e installazione e concluderà il ciclo di revisione.

Per il contesto italiano l’aggiornamento si inserisce nel quadro degli obblighi di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro, richiamati in particolare dall’articolo 46 del D.Lgs. 81/2008, nel sistema dei controlli previsto dal D.P.R. 151/2011 e nei criteri di controllo e manutenzione fissati dal decreto del 1° settembre 2021.