Il controllo continuo dei livelli nei serbatoi e dei flussi all’interno delle condotte consente di riconoscere una perdita prima che la dispersione provochi un’interruzione del servizio idrico. Un caso concreto si è verificato nella mattina di lunedì 27 luglio 2026 sulla rete di distribuzione di via dei Zestari, nella frazione di Santa Giuliana a Levico Terme, dove il sistema di telecontrollo ha segnalato il raggiungimento del livello minimo nel serbatoio dell’acquedotto e la presenza di una condizione anomala nella rete. L’allarme ha attivato le procedure di verifica di AmAmbiente, permettendo ai tecnici di avviare la ricerca del guasto partendo da dati già disponibili e aggiornati in tempo reale.
Le verifiche sui misuratori di portata hanno confermato un improvviso aumento dei consumi, con un prelievo dalla rete salito a circa 4,5 litri al secondo: il valore risultava incompatibile con il normale andamento della domanda idrica nella zona e indicava la presenza di una dispersione significativa. L’abbassamento del serbatoio assume in situazioni simili una funzione diagnostica precisa: il livello misura l’equilibrio tra la quantità d’acqua immessa, quella richiesta dalle utenze e quella eventualmente dispersa lungo le condotte. Una diminuzione rapida e priva di una corrispondente crescita dei consumi ordinari segnala che una parte dell’acqua sta lasciando il sistema prima di raggiungere i punti di utilizzo. Il monitoraggio del serbatoio ha permesso di rilevare immediatamente l’effetto complessivo della perdita sulla disponibilità idrica, evitando che la criticità venisse individuata soltanto dopo la comparsa di cali di pressione, mancanza d’acqua o segnalazioni da parte degli utenti. Il dato sul livello ha fornito il primo indicatore dell’anomalia, i misuratori di portata hanno quantificato l’aumento del prelievo e gli strumenti installati sulla rete hanno consentito di individuare la zona interessata.
La porzione di rete coinvolta è stata individuata attraverso il portale di monitoraggio dedicato alla ricerca delle perdite e tramite i contatori intelligenti installati nell’area: gli smart meter hanno trasmesso dati in tempo reale dalle diverse utenze, rendendo possibile il confronto tra i segnali registrati lungo la rete di distribuzione; il sistema ha rilevato anomalie acustiche differenti e ha evidenziato i cosiddetti rumori di perdita, cioè le vibrazioni generate dall’acqua che fuoriesce da una condotta danneggiata e si propagano attraverso le tubazioni e il terreno. L’analisi di questi segnali ha permesso ai tecnici di circoscrivere la zona del guasto e di concentrare le verifiche sui civici nei quali erano stati registrati i valori acustici più elevati; le elaborazioni del sistema mostravano inoltre un netto incremento dei segnali anomali nelle ore precedenti all’intervento, fornendo una ricostruzione temporale dell’evoluzione della perdita. La squadra incaricata della ricerca ha quindi potuto raggiungere un’area già selezionata sulla base di misurazioni concrete, riducendo l’estensione delle ispezioni, il numero delle prove necessarie e il rischio di effettuare scavi in punti estranei al danneggiamento.
La localizzazione progressiva della dispersione evidenzia il valore operativo di un sistema nel quale serbatoi, misuratori di portata e contatori intelligenti vengono controllati come componenti collegate della stessa infrastruttura. Il solo abbassamento del livello avrebbe indicato una riduzione della riserva senza identificare il punto della perdita; il solo aumento della portata avrebbe segnalato un consumo anomalo senza chiarirne immediatamente la causa; i segnali acustici, interpretati insieme ai dati idraulici, hanno indirizzato l’intervento verso il tratto di rete e le utenze interessate. L’intervento rientra nel progetto Stilla, sviluppato per digitalizzare le reti acquedottistiche attraverso sensoristica avanzata, sistemi di telecontrollo e strumenti di analisi dei dati. L’architettura adottata da AmAmbiente consente di seguire l’andamento dei consumi, controllare i livelli dei serbatoi, rilevare le variazioni di portata e analizzare i segnali provenienti dalle condotte: la disponibilità di informazioni raccolte e confrontate in modo continuo permette di riconoscere tempestivamente le dispersioni e di programmare le verifiche sulla base della posizione e dell’intensità delle anomalie.
Dopo l’individuazione e la gestione della perdita, il monitoraggio del serbatoio ha registrato il ritorno del sistema alle condizioni normali, confermando la risoluzione della criticità. Nel caso di Santa Giuliana, la combinazione tra allarme sul livello minimo del serbatoio, incremento del prelievo a 4,5 litri al secondo, misurazione delle portate e analisi dei rumori di perdita ha ridotto i tempi e i costi della ricerca. Il serbatoio diventa così un punto di osservazione dell’intera rete, capace di segnalare in anticipo uno squilibrio che può essere successivamente localizzato attraverso la sensoristica distribuita sul territorio.
