20.03.2026
Miglionico, al via il recupero del serbatoio pensile

Dopo circa venticinque anni di attesa, a Miglionico, in provincia di Matera, è stato avviato l’intervento di ristrutturazione del serbatoio pensile cittadino, un’infrastruttura realizzata nei primi anni Duemila ma mai entrata in funzione: il progetto è inserito nell’ambito degli investimenti PNRR, con Acquedotto Lucano nel ruolo di soggetto attuatore e con un finanziamento complessivo superiore a 650mila euro.

Il serbatoio pensile di Miglionico ha un valore particolarmente significativo perché è un elemento chiave per la regolazione, la riserva e la distribuzione dell’acqua potabile verso il centro abitato: infatti, la struttura è situata lungo la Strada Statale 7 tra Grassano e Miglionico, a quota 460 metri sul livello del mare, ed è caratterizzata da una capacità di accumulo pari a 800 metri cubi. Una volta resa pienamente operativa, sarà destinata a sostituire l’attuale struttura che serve il centro storico, introducendo un assetto più moderno ed efficiente nella gestione del servizio idrico urbano.

L’importanza tecnica di un serbatoio pensile in un contesto di questo tipo è legata a più fattori: un’infrastruttura sopraelevata, o comunque posta in posizione altimetrica favorevole, consente di garantire una migliore stabilizzazione delle pressioni di rete, una maggiore continuità nell’erogazione e una più efficace compensazione tra i picchi di domanda e la disponibilità della risorsa. In molti sistemi acquedottistici, infatti, il serbatoio svolge una funzione di polmone idraulico, accumulando acqua nelle ore di minore consumo per poi renderla disponibile nei momenti di massimo prelievo. Il principio, apparentemente semplice, è in realtà centrale per la sicurezza e l’affidabilità dell’intero servizio, perché contribuisce a limitare squilibri pressori, cadute di portata e criticità nella distribuzione finale alle utenze.

Nel caso di Miglionico, la riattivazione di un serbatoio di grande capacità permette di immaginare un miglioramento complessivo non solo sul piano della disponibilità d’acqua, ma anche sul piano della gestione operativa: Una rete servita da un’infrastruttura di accumulo adeguata può essere esercita con logiche più evolute, sia per quanto riguarda la regolazione delle portate sia per quanto riguarda il controllo delle dispersioni e delle anomalie di funzionamento. Non è casuale che l’intervento venga inquadrato all’interno di una strategia più ampia di efficientamento della rete idrica, che comprende anche attività di distrettualizzazione e sostituzione delle condotte ammalorate.

I lavori previsti sono di natura radicale e non si limitano a una semplice sistemazione superficiale della struttura: l’intervento interno sulla vasca prevede la rimozione delle vecchie impermeabilizzazioni e la loro ricostruzione mediante materiali avanzati compatibili con il contatto con acqua potabile. Anche gli interventi esterni hanno un peso tecnico rilevante, in quanto è previsto il ripristino della coibentazione e dell’impermeabilizzazione, oltre alla riqualificazione della calotta superiore, proprio per prevenire infiltrazioni, fenomeni di degrado del calcestruzzo, shock termici e processi di deterioramento che, nel tempo, possono compromettere le prestazioni meccaniche e funzionali del manufatto.

Il progetto comprende, inoltre, interventi sulla camera di manovra e sulle tubazioni di collegamento: la prima è il punto in cui si concentrano gli organi di regolazione, intercettazione e controllo del flusso ed è un nodo essenziale per gestire riempimento, svuotamento, esclusione, manutenzione e sicurezza della struttura. Le tubazioni di collegamento, dal canto loro, determinano il reale inserimento del serbatoio nel sistema acquedottistico: senza un’adeguata connessione idraulica con la rete di adduzione e con quella di distribuzione, anche il miglior serbatoio resterebbe un’opera incompleta.

Il progetto è il risultato di una road map con il riferimento al PNRR, ricondotto alla Missione 2, Componente 4, Investimento 4.2, cioè all’area di programmazione legata alla tutela del territorio e della risorsa idrica. In questo quadro, il recupero di un serbatoio inutilizzato da decenni appare coerente con gli obiettivi di resilienza, efficientamento e riduzione delle inefficienze infrastrutturali. Il PNRR, infatti, non riguarda anche la valorizzazione e il riadattamento di infrastrutture esistenti che possono tornare utili in tempi relativamente rapidi se sottoposte a interventi mirati. Infatti, l’entrata in esercizio del nuovo serbatoio consentirà una gestione più moderna della rete, con ricadute potenzialmente positive sulla regolarità della distribuzione e sulla capacità complessiva del sistema di affrontare le esigenze del centro abitato.

I lavori dovrebbero proseguire fino all’inizio dell’estate: a Miglionico, dunque, si sta riportando a funzione un’opera che può incidere in modo reale sulla qualità del servizio e sulla capacità del sistema acquedottistico di rispondere ai bisogni del territorio.