28.11.2025
Lanciano rafforza il sistema idrico con nuovi serbatoi, idrovalvole e potabilizzatore

A Lanciano, la questione dell’acqua è uscita da tempo dalla dimensione tecnica per entrare in quella della vita quotidiana dei cittadini: nel territorio frentano, tra guasti ripetuti, chiusure notturne e razionamenti, la rete idrica è diventata un tema sensibile, capace di incidere sulla fiducia tra cittadini, amministrazione e gestore.

Per questo il vertice che si è svolto in Sala Consiliare tra l’Amministrazione comunale e i vertici di Sasi Spa non è stato un semplice incontro formale, ma un passaggio chiave per capire come si intende affrontare i problemi accumulati negli ultimi anni: la Commissione Consiliare Straordinaria Congiunta 2^ e 3^, convocata proprio per fare chiarezza sulla situazione idrica, si è svolta in un clima descritto come disteso, improntato al confronto e al dialogo, con la consapevolezza condivisa che collaborazione e comunicazione sono ormai indispensabili.

Dal confronto è emersa una serie di interventi molto concreti che delineano un cambiamento strutturale nel modo in cui l’acqua verrà gestita nei prossimi anni. La prima novità riguarda i serbatoi: Sasi ha annunciato il raddoppio del serbatoio di Villa Elce e l’ampliamento con sopraelevazione del serbatoio di San Nicolino, due nodi cruciali per l’accumulo e la distribuzione idrica in città; a queste opere si affiancherà l’installazione di nuove idrovalvole, dispositivi fondamentali per tenere sotto controllo la pressione dell’acqua nelle tubazioni e la realizzazione di un potabilizzatore, pensato per migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua erogata e la capacità di trattare le risorse disponibili.

Dietro l’annuncio di nuovi serbatoi c’è un ripensamento della logica stessa con cui viene gestita la risorsa: aumentare la capacità di accumulo significa avere più margine nei momenti critici, quando la domanda cresce, quando una condotta si rompe, quando una sorgente o un’adduttrice riduce temporaneamente la portata. Il raddoppio del serbatoio di Villa Elce e l’intervento su San Nicolino permetteranno di attenuare meglio i picchi e di evitare, per quanto possibile, il ricorso a chiusure programmate o emergenziali che negli ultimi anni hanno esasperato molti utenti. Non si tratta solo di “più acqua in riserva”, ma di una gestione più elastica e robusta dell’intero sistema.

Per quanto riguarda il controllo delle pressioni in rete, le idrovalvole che Sasi installerà hanno proprio il compito di ridurre e modulare la pressione dell’acqua in determinati tratti della rete: la gestione della pressione è l’unico vero strumento tecnico per prevenire le rotture e, di conseguenza, limitare la necessità di chiusure notturne. In una rete vecchia e delicata, tubazioni sottoposte a pressioni eccessive si rompono più facilmente; abbassare e livellare i valori, invece, contribuisce a prolungarne la vita utile e a rendere più stabili le forniture.

Accanto ai serbatoi e alle idrovalvole, la prospettiva di un nuovo potabilizzatore aggiunge un ulteriore livello di sicurezza: avere un impianto di potabilizzazione più moderno o potenziato significa poter trattare in modo più efficace le risorse idriche disponibili, gestire meglio eventuali variazioni nella qualità delle acque in ingresso e rispondere con maggiore prontezza a situazioni critiche, ad esempio dopo eventi meteorologici intensi. Il potabilizzatore si inserisce quindi in una strategia che guarda sia alla quantità sia alla qualità dell’acqua distribuita, con l’obiettivo di garantire uno standard più elevato e più stabile nel tempo.

Il vertice ha però messo in luce anche un’altra dimensione, meno visibile ma decisiva ossia quella della digitalizzazione e dell’ingegnerizzazione delle reti: esse sono considerate fondamentali per monitorare l’impianto idrico e per ricercare le perdite in modo più rapido ed efficiente. In pratica, significa introdurre sensori, sistemi di controllo remoto, distretti idrici intelligenti e strumenti di analisi dei dati che permettano di capire in tempo reale cosa sta accadendo nella rete, dove si verificano cali di pressione anomali, quali tratti disperdono più acqua rispetto al normale.

Il contesto da cui si parte è tutt’altro che semplice: dal primo gennaio al 31 agosto di quest’anno sono stati effettuati quasi 5.000 interventi di ripristino sulle reti dei comuni serviti dall’azienda. Un numero impressionante, che restituisce l’immagine di un’infrastruttura sotto stress continuo, dove ogni riparazione, pur necessaria, finisce a sua volta per sollecitare ulteriormente il sistema.

Per uscire da questa logica puramente emergenziale, Sasi e il comune stanno puntando su una gestione più a mosaico del territorio, con la suddivisione di Lanciano in 12 distretti idrici: questa scelta consente di monitorare ogni zona in modo più puntuale, di intervenire su aree limitate quando si verificano problemi e, soprattutto, di evitare chiusure generalizzate che colpiscono l’intera città. In un sistema distrettizzato, la ricerca delle perdite può essere più mirata, le manovre più chirurgiche, le responsabilità più nitide. Per i cittadini, questo significa la prospettiva di disagi ridotti e più circoscritti nel tempo e nello spazio.

Nel complesso, il quadro che emerge da questo incontro è non limitarsi alla gestione di emergenze infinite: nuovi serbatoi, idrovalvole, potabilizzatore, distrettizzazione, digitalizzazione e ingegnerizzazione delle reti non sono slogan, ma pezzi di una stessa strategia ossia ridurre le perdite, prevenire le rotture, migliorare la qualità dell’acqua e limitare i disagi, in un contesto di cambiamento climatico che rende sempre più preziosa ogni goccia che arriva al rubinetto.