21.08.2026
Germania, le riserve di gas sono solo al 50% e il governo chiede alle imprese di aumentare gli stoccaggi

Le riserve di gas della Germania sono scese a livelli che lo stesso governo federale definisce molto bassi in vista della prossima stagione invernale: al 17 agosto 2026 i depositi tedeschi risultavano pieni al 50,06%, contro un livello di poco inferiore al 67% registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Anche nel resto d’Europa gli stoccaggi si trovano su valori sensibilmente più bassi rispetto al 2025, ma Berlino per il momento non prevede un intervento diretto e continua ad affidare agli operatori del mercato la responsabilità del riempimento degli impianti.

Il ministero federale dell’Economia e dell’Energia ha spiegato di seguire con attenzione l’andamento delle riserve e l’evoluzione del contesto geopolitico, invitando le aziende ad acquistare e immagazzinare maggiori quantità di gas. Secondo la portavoce della ministra Katharina Reiche, Susanne Ungrad, la priorità rimane garantire la disponibilità di combustibile durante l’inverno, mentre il governo ritiene di conservare la possibilità di intervenire rapidamente qualora la situazione lo rendesse necessario; Berlino sottolinea tuttavia che i contratti di approvvigionamento vengono stipulati dalle imprese e non direttamente dallo Stato.

Il problema principale è attualmente economico, perché l’aumento dei prezzi del gas provocato dal conflitto in Iran e dalla crisi nello Stretto di Hormuz ha reso molto meno conveniente la strategia normalmente utilizzata dagli operatori: acquistare gas durante i mesi più caldi, immagazzinarlo e rivenderlo nel corso dell’inverno, quando la domanda cresce. Con prezzi già elevati nella fase di riempimento, il margine potenziale tra il costo di acquisto estivo e quello di vendita invernale si riduce e le imprese hanno meno incentivo ad accumulare rapidamente nuove scorte. È questa resistenza agli acquisti che sta contribuendo a mantenere i depositi tedeschi su livelli molto inferiori a quelli registrati un anno fa.

Anche Klaus Müller, presidente della Bundesnetzagentur, l’Agenzia federale tedesca per le reti, ha richiamato direttamente i distributori alle proprie responsabilità: Müller ha sottolineato che il gas disponibile sul mercato è sufficiente e che, proprio per questo, gli operatori devono provvedere per tempo alle esigenze della stagione fredda. Secondo il presidente dell’autorità, sarebbe difficilmente giustificabile nei confronti dei clienti un’eventuale insufficienza delle forniture invernali provocata da una mancata pianificazione degli acquisti e degli stoccaggi da parte delle società energetiche.

La posizione attendista del governo ha però sollevato critiche in Germania, soprattutto perché a metà agosto i depositi si trovano circa 17 punti percentuali sotto il livello dello stesso periodo del 2025. L’esecutivo guidato da Friedrich Merz non considera tuttavia la situazione equivalente a una carenza immediata di gas e punta sulla disponibilità di più canali di approvvigionamento, molto diversi da quelli sui quali si basava il sistema energetico tedesco prima della guerra in Ucraina e della progressiva riduzione delle forniture russe. Prima della guerra e delle sanzioni nei confronti della Russia, la Germania importava infatti grandi quantità di gas russo a basso costo; la struttura delle forniture è stata successivamente modificata e oggi quasi la metà del gas importato dal Paese proviene dalla Norvegia. A questo flusso si aggiungono le forniture che raggiungono la Germania attraverso Francia e Belgio, offrendo a Berlino più vie di accesso al mercato europeo del gas. Proprio questa diversificazione è uno degli elementi sui quali il ministero basa la valutazione secondo cui, pur in presenza di stoccaggi insolitamente bassi, esistono ancora gli strumenti per reagire qualora il riempimento dei depositi non procedesse a un ritmo sufficiente.

I dati disponibili confermano comunque che il punto di partenza per l’inverno 2026-2027 è meno favorevole rispetto all’anno precedente: le imprese devono sfruttare il gas disponibile sul mercato e aumentare le scorte, mentre l’intervento pubblico rimane una possibilità da utilizzare qualora l’evoluzione delle riserve o del quadro geopolitico lo rendesse necessario.