Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Campania hanno introdotto nuove misure rivolte al settore agricolo, intervenendo su ambiti differenti che comprendono la compensazione dell’aumento dei costi di produzione, il sostegno alle filiere in difficoltà, la diversificazione delle attività aziendali e l’integrazione della produzione di energia rinnovabile con le attività agricole e zootecniche. Gli interventi, presentati nel mese di ottobre 2026, prevedono strumenti finanziari e amministrativi distinti, con differenti destinatari, condizioni di accesso e modalità di attuazione: Lombardia ed Emilia-Romagna concentrano una parte rilevante delle risorse sul rincaro dei carburanti agricoli e degli altri fattori produttivi, con stanziamenti rispettivamente di 15 milioni e quasi 35 milioni di euro; la Regione Lazio mette invece a disposizione 10 milioni di euro nell’ambito del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, attraverso un bando destinato agli investimenti delle imprese agricole in attività non agricole, con contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili. La Campania interviene sul versante tecnico e gestionale attraverso l’adozione di nuovi indirizzi operativi per l’esercizio delle attività agricole, zootecniche e apistiche all’interno degli impianti agrivoltaici.
La Regione Lombardia ha approvato uno stanziamento complessivo di 15 milioni di euro destinato alle imprese agricole: la parte principale del provvedimento, pari a 10 milioni di euro, è riservata a un contributo straordinario finalizzato a compensare l’aumento del costo dei carburanti utilizzati nelle attività agricole. Il sostegno è rivolto alle imprese con sede operativa nel territorio lombardo che, nel corso del 2026, abbiano presentato una richiesta di assegnazione di carburante agricolo agevolato attraverso il Sistema delle conoscenze della Regione Lombardia, denominato SISCO. Il meccanismo previsto utilizza i dati già presenti nella piattaforma regionale per individuare le aziende potenzialmente beneficiarie e i quantitativi di carburante utilizzati ai fini della determinazione del contributo: l’importo riconoscibile sarà quindi collegato ai consumi di carburante agricolo agevolato, secondo criteri che dovranno essere definiti dagli atti applicativi. Entro venti giorni dall’entrata in vigore della legge di riferimento, la Giunta regionale dovrà stabilire le modalità operative della misura, specificando il periodo temporale da prendere in considerazione, i criteri di calcolo del sostegno, le procedure di erogazione e le modalità di controllo. La disponibilità dello stanziamento non equivale pertanto all’immediata apertura di una procedura di pagamento o alla definizione degli importi spettanti alle singole imprese. Ai fini dell’accesso al beneficio assume particolare importanza l’esistenza della richiesta di assegnazione presentata nel 2026 tramite SISCO, poiché tale adempimento costituisce il riferimento individuato per la selezione dei beneficiari e per la ricostruzione dei consumi. Gli ulteriori 5 milioni di euro stanziati dalla Lombardia sono destinati al rafforzamento del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027, con l’obiettivo di incrementare le risorse disponibili per gli interventi rivolti alla competitività e alla resilienza delle imprese agricole. A differenza del contributo straordinario sui carburanti, questa componente interviene sulla programmazione degli investimenti e delle misure di sviluppo rurale: le finalità comprendono il miglioramento del reddito aziendale, il rafforzamento della posizione delle imprese nella filiera agroalimentare, il sostegno alla continuità dell’attività agricola e zootecnica nei territori montani e la promozione del benessere animale, della sicurezza e della qualità alimentare.
In Emilia-Romagna il quadro di sostegno è più articolato e comprende risorse per quasi 35 milioni di euro, destinate ad agricoltura, pesca e acquacoltura, con interventi distribuiti tra misure in fase di attuazione e stanziamenti previsti per il 2027. La Regione ha programmato 8,1 milioni di euro per sostenere le filiere agricole maggiormente esposte alle difficoltà di mercato e all’aumento dei costi, comprendendo i comparti della barbabietola, della patata, della pera, del riso, della zootecnia, dei cereali, dell’olio e delle castagne. Ulteriori 3,5 milioni di euro sono destinati al rafforzamento degli strumenti di gestione del rischio, attraverso contributi finalizzati a ridurre il costo delle assicurazioni agricole: questa componente riguarda la protezione economica delle imprese rispetto ai rischi che possono compromettere la produzione e la redditività, inclusi quelli connessi agli eventi climatici avversi. Per contrastare l’aumento dei costi dei fertilizzanti è inoltre previsto un intervento straordinario da 3,1 milioni di euro, nell’ambito della Politica agricola comune, identificato con il codice SRJ01; il relativo bando regionale è in preparazione e si configura come misura complementare all’intervento nazionale destinato a compensare il rincaro dei fertilizzanti. A queste risorse si aggiunge la previsione di un sostegno fino a 12 milioni di euro per fronteggiare l’aumento del costo del gasolio utilizzato dalle aziende agricole, collegato allo sblocco delle risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, FEASR. Il programma emiliano-romagnolo comprende anche misure rivolte alla pesca e all’acquacoltura, per le quali sono previste risorse specifiche attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura, FEAMPA. Per compensare i maggiori costi dei carburanti sostenuti dalle imprese ittiche è disponibile una dotazione di 6,6 milioni di euro, raggiunta attraverso il perfezionamento della programmazione finanziaria: la raccolta delle domande per il relativo bando si è già conclusa e l’avvio dei pagamenti è previsto dopo il completamento delle istruttorie amministrative. Ulteriori 900.000 euro sono previsti per il comparto colpito dall’emergenza del granchio blu, a integrazione delle risorse precedentemente sbloccate dal Commissario straordinario. Questi fondi sono destinati a compensare le perdite di seme di vongola provocate dalla diffusione della specie e dalle conseguenze sulle attività produttive interessate.
La Regione Lazio ha approvato un bando da 10 milioni di euro per sostenere gli investimenti delle imprese agricole nella diversificazione delle attività, nell’ambito del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027. L’intervento è identificato con il codice SRD03, denominato “Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole” e ha l’obiettivo di favorire l’incremento del reddito delle famiglie agricole, lo sviluppo delle attività multifunzionali e la valorizzazione economica delle risorse rurali. La misura si rivolge agli imprenditori agricoli singoli o associati in possesso della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale, IAP, e/o di Coltivatore Diretto, nel rispetto della normativa nazionale e regionale applicabile. I beneficiari devono comunque possedere la condizione di agricoltore in attività e l’intervento si applica all’intero territorio regionale. Il sostegno previsto dal bando laziale assume la forma del contributo a fondo perduto, con un’intensità massima pari al 50% della spesa ammessa e un contributo pubblico compreso tra un minimo di 10.000 euro e un massimo di 300.000 euro per ciascuna operazione di investimento. L’agevolazione è concessa nel rispetto del regime de minimis disciplinato dal Regolamento UE 2023/2831, con conseguente applicazione delle condizioni e dei limiti previsti per gli aiuti di importanza minore; la percentuale massima del 50% rappresenta il limite di intensità dell’aiuto e la domanda di sostegno deve essere presentata entro le ore 23:59 del 5 febbraio 2027, esclusivamente attraverso l’applicativo disponibile sul Sistema Informativo Agricolo Nazionale, SIAN, gestito nell’ambito delle procedure dell’organismo pagatore AGEA.
La Regione Campania ha invece adottato un provvedimento di natura tecnico-operativa relativo all’integrazione delle attività agricole con la produzione di energia da impianti agrivoltaici: con il decreto dirigenziale n. 110 del 5 ottobre 2026, la Direzione Politiche Agricole ha approvato nuovi indirizzi per la gestione della meccanizzazione agricola, delle attività zootecniche e dell’apicoltura all’interno degli impianti agrivoltaici, con l’obiettivo di favorire la coesistenza tra produzione di energia rinnovabile e mantenimento delle attività produttive sui terreni interessati. Una particolare attenzione è riservata alla compatibilità tra le caratteristiche fisiche degli impianti e le operazioni di meccanizzazione agricola, che richiedono la possibilità di utilizzare mezzi e attrezzature per la lavorazione e la gestione dei terreni. Il provvedimento considera inoltre le attività di pascolo degli ovini, individuate tra le pratiche zootecniche maggiormente diffuse nelle installazioni agrivoltaiche e le attività apistiche, che possono integrarsi con la gestione delle superfici vegetate e con gli obiettivi di tutela della biodiversità.
