14.08.2026
Europa, scorte di gas ridotte e gasolio ai minimi dal 2022 in vista dell’inverno 2026-2027

L’Europa si avvicina alla stagione invernale 2026-2027 con livelli di stoccaggio del gas inferiori alla media e una disponibilità di gasolio che si sta contemporaneamente restringendo: gli stoccaggi europei di gas risultano pieni per poco più del 50%, un livello considerato storicamente basso per questo periodo dell’anno, mentre Wood Mackenzie stima che, mantenendo l’attuale ritmo delle importazioni di gas naturale liquefatto, entro novembre le riserve dell’Unione Europea potrebbero raggiungere soltanto il 75%. Il valore rimarrebbe sensibilmente al di sotto del riferimento del 90% introdotto dall’UE per affrontare la stagione di riscaldamento con un livello adeguato di scorte.

Una delle principali criticità riguarda il GNL, perché da marzo le infrastrutture di esportazione del Qatar sono state condizionate dal conflitto che ha coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran, portando il Qatar a dichiarare la forza maggiore sulle esportazioni. Per l’Unione Europea la riduzione della disponibilità qatariota è particolarmente rilevante perché, dopo il forte ridimensionamento delle forniture di gas russo tramite gasdotto seguito alla guerra in Ucraina e alle relative sanzioni, il GNL ha assunto un peso crescente nell’approvvigionamento europeo. Quello proveniente dal Qatar rappresentava inoltre una delle fonti economicamente più convenienti, mentre una maggiore dipendenza dalle forniture statunitensi comporta costi superiori. Il gas naturale continua nel frattempo a rappresentare circa il 21% dell’energia utilizzata nell’UE.

La minore disponibilità internazionale ha già prodotto effetti sui prezzi: dalla metà di giugno il prezzo di riferimento del gas europeo è cresciuto di circa il 50%, mentre le importazioni di GNL hanno rallentato proprio durante il periodo nel quale normalmente vengono riempiti gli stoccaggi in preparazione dell’inverno. I dati Kpler indicano importazioni mensili di GNL nell’ordine di 6,3 milioni di tonnellate, il livello più basso registrato da settembre 2024. Il costo più elevato del combustibile rischia quindi di rendere più difficile e oneroso accelerare il riempimento delle riserve nei mesi che precedono l’avvio della stagione del riscaldamento.

La Commissione Europea ha previsto una maggiore flessibilità nell’applicazione degli obiettivi di stoccaggio per tenere conto delle difficoltà di approvvigionamento, ma una riduzione del livello da raggiungere non modifica la quantità fisica di combustibile disponibile. Il gas mantiene infatti un ruolo importante non soltanto nella produzione energetica e nelle attività industriali, ma anche nel riscaldamento domestico, dove copre circa il 30% del fabbisogno delle famiglie europee. In presenza di livelli di riserva più bassi, eventuali periodi prolungati di freddo aumenterebbero quindi la velocità di prelievo dagli stoccaggi e la necessità di ricorrere alle importazioni durante i mesi di maggiore domanda.

Parallelamente si sta restringendo anche il mercato dei prodotti petroliferi raffinati, in particolare quello del gasolio: la situazione è differente da quella del greggio perché la disponibilità finale dipende anche dalla capacità mondiale di raffinazione. Energy Aspects segnala da tempo come il mercato del diesel e degli altri prodotti raffinati sia più teso rispetto a quello del petrolio grezzo. Una parte rilevante dei carburanti esportati a livello internazionale proviene inoltre dall’area del Golfo Persico, dove alle limitazioni relative al greggio si aggiunge ora una minore disponibilità di prodotti già raffinati: la capacità delle raffinerie presenti nelle altre regioni di compensare rapidamente queste quantità rimane limitata.

Un ulteriore fattore riguarda la Russia: gli attacchi con droni ucraini contro le raffinerie russe hanno contribuito alla decisione di Mosca di limitare le esportazioni di gasolio. La quantità interessata è rilevante per l’equilibrio internazionale: la Russia esporta normalmente circa 700.000-800.000 barili di gasolio al giorno ed è quindi uno dei principali fornitori mondiali. La riduzione di questi flussi spinge i Paesi che tradizionalmente acquistavano prodotto russo a cercare volumi sullo stesso mercato internazionale al quale deve rivolgersi anche l’Europa, aumentando la competizione per le forniture disponibili.

Le scorte europee di gasolio risultano già al livello più basso dal 2022: anche negli Stati Uniti le disponibilità sono diminuite in misura significativa e questo riduce la possibilità che il mercato americano, uno dei maggiori esportatori mondiali di diesel, possa incrementare rapidamente le forniture verso l’estero. Le raffinerie statunitensi stanno infatti operando a ritmi elevati, ma dispongono comunque di margini limitati per compensare contemporaneamente il calo dell’offerta proveniente da altre aree. La criticità riguarda anche il gasolio destinato al riscaldamento e si somma quindi alla situazione degli stoccaggi di gas naturale.

Il quadro per l’inverno 2026-2027 dipenderà di conseguenza dall’evoluzione simultanea di più fattori: velocità di riempimento degli stoccaggi europei, disponibilità e prezzo del GNL, ripresa delle esportazioni qatariote, quantità di gasolio presente sul mercato internazionale e andamento delle forniture russe di prodotti raffinati. Con riserve di gas attualmente poco superiori al 50% e una proiezione del 75% per novembre in caso di prosecuzione dell’attuale ritmo di importazione, le condizioni meteorologiche dell’inverno avranno un peso particolarmente importante sulla durata delle scorte e sulla quantità di energia che l’Europa dovrà acquistare sul mercato durante la fase di maggiore consumo.