Nel villaggio di Douiret-Sbâa, nella regione marocchina di Figuig, la gestione dell’acqua dell’oasi dipende da un unico grande serbatoio alimentato dalla sorgente Aïn-Sbâa. La struttura svolge una funzione di accumulo temporaneo: durante la notte raccoglie l’acqua che durante il giorno viene poi rilasciata gradualmente verso i terreni agricoli attraverso una rete di canali. Il sistema permette di utilizzare una portata limitata in modo programmato, evitando che l’acqua disponibile venga distribuita immediatamente e senza controllo.
Il funzionamento del serbatoio segue un ciclo giornaliero preciso: al tramonto l’irrigazione viene interrotta e il flusso della sorgente viene convogliato nel bacino, che continua a riempirsi per circa dodici ore; la capacità massima stimata è di circa 189 metri cubi. All’alba il serbatoio contiene quindi l’acqua accumulata durante la notte e può iniziare una nuova fase di distribuzione. Considerando sia il volume immagazzinato sia la portata che continua ad arrivare dalla sorgente nelle ore successive, il sistema può rendere disponibili complessivamente circa 378 metri cubi d’acqua al giorno per l’irrigazione. Il serbatoio non viene però svuotato liberamente, perché l’acqua viene rilasciata secondo turni e quote assegnate agli utilizzatori, trasformando il tempo di apertura del flusso nella misura effettiva della quantità d’acqua ricevuta. La rete di canali porta quindi il volume rilasciato dal bacino alle diverse parti dell’oasi seguendo una sequenza prestabilita: una quota pari a un ottavo della disponibilità, per esempio, corrisponde a 90 minuti di irrigazione, mentre una quota di un ventiquattresimo equivale a 30 minuti.
Per stabilire la ripartizione viene utilizzato un tradizionale tronco di legno intagliato sul quale sono posizionati chiodi corrispondenti alle diverse quote d’acqua. Le frazioni possono arrivare fino a un centonovantaduesimo del totale e vengono convertite nel relativo intervallo di utilizzo del serbatoio. Il primo utilizzatore della giornata apre l’uscita del serbatoio e deve interrompere il proprio prelievo esattamente al termine del tempo assegnato, lasciando l’acqua al beneficiario successivo; lo stesso utilizzatore aveva avuto il compito, la sera precedente, di chiudere il bacino per consentirne il riempimento notturno. La responsabilità della chiusura e della successiva apertura viene fatta ruotare tra gli aventi diritto, in modo che il controllo operativo della struttura non rimanga concentrato sempre nelle stesse mani.
La centralità del serbatoio emerge anche quando la portata della sorgente cambia: il ciclo di distribuzione viene infatti adattato alla quantità effettivamente disponibile, in estate il ciclo completo dura 25 giorni, mentre in autunno scende a 17 giorni e le quote possono essere ridotte fino a un terzo. Se condizioni naturali o stagionali impediscono il normale riempimento del bacino, l’acqua può essere deviata direttamente dalla sorgente ai campi, mantenendo comunque il sistema di gestione collettiva. Attorno al serbatoio esistono inoltre regole precise pensate per evitare sprechi o alterazioni della distribuzione: è vietato accedere senza autorizzazione alla struttura durante la notte, modificare gli elementi utilizzati per determinare le quote o contaminare la sorgente e chi provoca una perdita d’acqua per negligenza deve compensarla utilizzando parte della propria quota. Il bacino funziona quindi non solo come infrastruttura di accumulo, ma come punto centrale di un sistema nel quale volume disponibile, tempo di rilascio e responsabilità degli utilizzatori sono strettamente collegati.
Il modello di Douiret-Sbâa mostra come un singolo serbatoio possa regolare una risorsa continua ma limitata trasformandola in una disponibilità programmabile: invece di inviare direttamente tutta l’acqua della sorgente ai campi, il sistema concentra nelle ore notturne la fase di accumulo e riserva le ore diurne alla distribuzione controllata. La rete di canali rappresenta il secondo elemento dell’infrastruttura: riceve l’acqua rilasciata dal bacino e la trasferisce progressivamente verso le diverse aree agricole secondo l’ordine stabilito.
Questo sistema idrico è oggi uno degli elementi principali dell’Écomusée de Douiret-Sbâa et de son Oasis, istituito formalmente nel 2026 per documentare e conservare le strutture e le pratiche legate alla gestione dell’acqua. Il patrimonio comprende la sorgente, il serbatoio, i canali di distribuzione, gli strumenti utilizzati per misurare le quote e le regole attraverso cui la comunità continua a organizzarne l’utilizzo. Il funzionamento del bacino è stato documentato anche attraverso la Guide Eau realizzata nel 2021, una pubblicazione di 44 pagine costruita con il contributo degli abitanti e degli anziani del villaggio. Il materiale raccoglie schemi tecnici, tabelle delle quote, calendari di irrigazione, testimonianze e informazioni sulle responsabilità associate alla gestione dell’infrastruttura. Dal 2024 il sistema è stato inoltre interessato da attività e visite legate alla Global Network of Water Museums, WAMU-NET, mentre nel 2026 l’ecomuseo è entrato formalmente nella rete internazionale dei Musei dell’Acqua.
