La digitalizzazione delle stazioni di servizio sta estendendo il proprio campo di applicazione dalla gestione dei pagamenti, delle vendite e delle giacenze all’osservazione di ciò che accade sul piazzale. Il livello del carburante presente nei serbatoi rimane un dato essenziale per programmare le consegne e garantire la continuità dell’erogazione, ma non permette da solo di comprendere quanta parte della capacità dell’impianto venga effettivamente utilizzata, dove si formino le attese e quali condizioni limitino il numero di veicoli serviti. Nawgati, società indiana nata per affrontare il problema delle lunghe code presso le stazioni di rifornimento di gas naturale compresso, ha sviluppato una piattaforma che collega i dati operativi degli impianti con le informazioni relative all’affluenza. Il sistema raccoglie elementi come il numero dei veicoli in ingresso, i tempi di attesa, la durata dei rifornimenti, l’utilizzo dei singoli erogatori e le fasce orarie nelle quali la domanda supera la capacità disponibile.
La piattaforma opera anche come punto di collegamento tra automobilisti, flotte, gestori delle stazioni e società di distribuzione: gli utenti possono individuare gli impianti disponibili lungo il percorso e consultare informazioni sui carburanti, sui prezzi, sui servizi presenti e sulle condizioni di affollamento; gli operatori ricevono invece dati utili per misurare le prestazioni delle singole stazioni e confrontarle con quelle dell’intera rete. Questo modello consente di analizzare la stazione come un’infrastruttura nella quale capacità di stoccaggio, disponibilità del prodotto, velocità di erogazione, configurazione del piazzale e comportamento degli utenti devono essere considerati insieme. Due impianti con serbatoi della stessa capacità e volumi giornalieri di vendita simili possono presentare risultati operativi molto diversi quando uno distribuisce i rifornimenti lungo l’intera giornata e l’altro concentra la maggior parte della domanda in poche ore. Nel secondo caso, il volume complessivamente erogato non evidenzia da solo la congestione delle corsie, il sovraccarico di alcuni distributori o la presenza di veicoli che abbandonano la stazione a causa dell’attesa. La misurazione dei flussi permette di verificare quanti utenti arrivino realmente sul piazzale, quanti completino il rifornimento e quanta domanda rimanga insoddisfatta per limiti logistici o tecnici.
La permanenza di un veicolo nella stazione comprende più fasi, che devono essere rilevate separatamente per individuare l’origine dei rallentamenti. Il tempo totale può includere l’ingresso nell’area, la formazione della coda, l’avvicinamento alla colonnina, il rifornimento, il pagamento e l’uscita dal piazzale. Una durata elevata non indica necessariamente una ridotta velocità dell’erogatore: il ritardo può dipendere dalla disposizione degli accessi, dalle manovre richieste ai mezzi più grandi, dall’occupazione impropria delle corsie, dalla distribuzione non uniforme degli utenti tra le colonnine o dall’organizzazione del personale. Anche le procedure di pagamento e la configurazione dei percorsi possono incidere sul numero di veicoli che l’impianto riesce a servire nell’unità di tempo. Negli impianti per il gas naturale compresso, la capacità operativa dipende inoltre dal sistema di compressione, dalla pressione disponibile, dal volume dell’accumulo e dalla successione dei rifornimenti. La presenza di più punti di erogazione non garantisce quindi che tutti possano lavorare contemporaneamente alla massima portata durante le ore di maggiore domanda. Il confronto tra i dati del piazzale e quelli delle apparecchiature permette di distinguere una congestione causata dalla circolazione dei veicoli da una riduzione delle prestazioni del sistema di pompaggio o compressione: questa distinzione evita interventi non risolutivi, come l’aggiunta di una nuova colonnina in un impianto nel quale il limite effettivo si trova a monte, nella disponibilità del prodotto o nella capacità di alimentazione degli erogatori.
La programmazione degli approvvigionamenti si basa normalmente sulle giacenze misurate nei serbatoi, sui consumi storici e sui volumi medi venduti. L’integrazione con i dati relativi al numero dei veicoli e agli orari di maggiore presenza permette di interpretare in modo più preciso l’andamento della domanda. Un aumento dell’affluenza può anticipare una crescita delle vendite, segnalare una variazione delle abitudini degli utenti oppure mostrare che una parte del potenziale dell’impianto non viene trasformata in erogazioni a causa delle code. Una stazione può quindi ricevere più veicoli senza registrare un incremento proporzionale dei litri venduti, quando i tempi di attesa inducono alcuni utenti a rinunciare o a dirigersi verso un altro punto di rifornimento. La correlazione tra ingressi, operazioni completate, quantità erogate e livelli dei serbatoi consente di individuare con maggiore chiarezza il tipo di intervento necessario: un’elevata affluenza accompagnata da numerosi rifornimenti non completati può richiedere una riorganizzazione del piazzale o una diversa distribuzione delle postazioni; una crescita regolare dei consumi, associata a un utilizzo già intenso delle apparecchiature e a frequenti riduzioni delle giacenze, può invece rendere necessaria una maggiore frequenza delle consegne o un aumento della capacità di stoccaggio. Per i gestori di reti composte da più impianti, questi dati permettono anche di distribuire meglio le forniture: le autocisterne possono essere indirizzate verso le stazioni nelle quali la domanda prevista ridurrà più rapidamente le scorte, considerando non soltanto i litri presenti, ma anche il ritmo con cui il prodotto viene erogato nelle diverse fasce orarie.
La presenza di più erogatori non determina automaticamente una ripartizione equilibrata dei rifornimenti, perché alcune postazioni possono essere utilizzate con maggiore frequenza perché risultano più visibili, più vicine all’ingresso o più semplici da raggiungere; altre possono rimanere sottoutilizzate a causa della segnaletica, degli spazi di manovra o della disposizione delle corsie. Il monitoraggio delle singole aree del piazzale permette di verificare se una coda derivi dalla carenza di infrastrutture o da un impiego inefficiente di quelle già disponibili. Prima di installare un nuovo distributore può essere sufficiente modificare la segnaletica, ridisegnare i percorsi di accesso, assegnare diversamente il personale o separare i veicoli in base al tipo di carburante e alle dimensioni. Sono valutazioni particolarmente utili nelle stazioni utilizzate da autocarri, autobus e flotte commerciali: un mezzo pesante occupa più spazio, richiede tempi di manovra superiori e può impedire temporaneamente l’accesso ad altre colonnine; il rallentamento prodotto non emerge dalle sole registrazioni delle vendite, ma diventa visibile attraverso l’analisi dei movimenti e dei tempi di permanenza. La piattaforma può inoltre distribuire le informazioni sull’affollamento agli automobilisti e ai gestori delle flotte. L’indicazione di una stazione meno congestionata lungo il percorso modifica la distribuzione della domanda e può ridurre il sovraccarico degli impianti più frequentati. Per le flotte, la possibilità di programmare le soste in base ai tempi medi di attesa limita le ore improduttive e impedisce che più veicoli aziendali arrivino contemporaneamente nello stesso punto di rifornimento.
La rilevazione continuativa dei tempi di servizio può fornire indicazioni anche sullo stato delle apparecchiature: un aumento progressivo della durata media dei rifornimenti, registrato a parità di affluenza e di condizioni operative, può segnalare una riduzione dell’efficienza di una pompa, di un erogatore o del sistema di compressione. Il confronto con i dati storici consente di individuare variazioni graduali che potrebbero non generare immediatamente un allarme tecnico: una colonnina ancora funzionante può erogare più lentamente rispetto ai mesi precedenti, riducendo la capacità complessiva della stazione e provocando code nelle ore di punta; l’anomalia diventa evidente quando i tempi vengono confrontati con quelli delle altre postazioni o con le prestazioni abituali dello stesso componente. I dati sui flussi non sostituiscono i controlli obbligatori, le verifiche metrologiche e i dispositivi di sicurezza, ma aggiungono un livello di osservazione utile per programmare la manutenzione prima che il deterioramento produca un fermo o una riduzione significativa del servizio. La stessa analisi può aiutare a verificare gli effetti di un intervento, misurando il recupero delle prestazioni dopo la riparazione o la sostituzione dell’apparecchiatura.
Le informazioni raccolte nelle stazioni esistenti possono essere utilizzate per progettare nuovi impianti o ampliare quelli già in esercizio: il numero dei veicoli, la durata dei rifornimenti, gli orari di punta e il tasso di utilizzo delle colonnine permettono di dimensionare il piazzale, gli accessi e le apparecchiature sulla base di condizioni reali. La capacità del serbatoio deve essere rapportata al volume erogato, alla frequenza delle consegne e alla quantità di carburante necessaria per affrontare i periodi di maggiore domanda; l’aumento dello stoccaggio prolunga l’autonomia dell’impianto, ma non risolve una congestione causata da percorsi inadeguati o da una capacità di erogazione insufficiente. Anche l’installazione di ulteriori distributori deve essere valutata insieme alle prestazioni delle pompe, delle tubazioni e, nel caso del CNG, del sistema di compressione e accumulo. Più colonnine alimentate da un’infrastruttura incapace di sostenere il carico simultaneo non producono un aumento proporzionale del numero di veicoli serviti.
La telemisura tradizionale fornisce informazioni sulla quantità di prodotto presente nei serbatoi e permette di programmare i riordini. Una piattaforma come quella sviluppata da Nawgati amplia questa visione collegando le giacenze alle vendite, alle prestazioni delle apparecchiature e ai movimenti dei veicoli. Livelli, consegne, volumi erogati, numero di accessi, tempi di attesa e utilizzo delle colonnine costruiscono una rappresentazione più completa dell’impianto: la gestione può così passare dalla semplice registrazione degli eventi già avvenuti alla previsione delle condizioni operative delle ore successive, anticipando possibili carenze di prodotto, congestioni o riduzioni della capacità di servizio.
