06.02.2026
Depositi carburante avio: l’annullamento del regolamento ENAC 2025

Per chi lavora nel mondo aeroportuale, i depositi carburante avio sono infrastrutture critiche in cui si incontrano sicurezza del volo, continuità operativa dello scalo, prevenzione incendi, qualità del prodotto e responsabilità gestionali che coinvolgono più soggetti. Proprio per questo, quando nel 2025 ENAC ha reso disponibile un regolamento dedicato alle disposizioni sulla costruzione, l’acquisto e la gestione dei depositi carburante avio negli aeroporti civili affidati in concessione, molti operatori hanno letto quel testo come un tentativo di mettere ordine in un perimetro complesso e in parte frammentato.

Il punto è che quel regolamento (Edizione 1, Revisione 1 del 24/03/2025) non è rimasto a lungo un riferimento praticabile: infatti, ENAC ha pubblicato un aggiornamento ufficiale, comunicando che il regolamento è stato annullato ex multis dal TAR Lazio (Sez. III) con sentenza del 22 dicembre 2025, n. 23462 e ha riportato la notizia con ultimo aggiornamento al 3 febbraio 2026.

Cosa cambia, concretamente, nel 2026 per chi progetta, gestisce o fornisce componenti e servizi per depositi carburante avio? La risposta più onesta è che non cambia la necessità di essere rigorosi: cambia il quadro ENAC-specifico che avrebbe voluto disciplinare aspetti organizzativi e gestionali di quel tipo di infrastrutture negli aeroporti in concessione e, quindi, cambia il modo in cui gli operatori devono ricostruire il perimetro delle regole applicabili, tornando a far leva su norme già consolidate e su obblighi che restano pienamente in piedi.

Per capire il significato dell’annullamento, conviene prima ricordare cosa rappresentava quel regolamento: nel testo pubblicato da ENAC la finalità dichiarata era legata a una riorganizzazione complessiva del sistema infrastrutturale relativo ai depositi carburante avio negli aeroporti interessati, con una disciplina che non si limitava ai profili tecnici, ma toccava anche la governance e gli assetti di gestione. Ed è proprio su questo piano che la sentenza del TAR evidenzia criticità legate al fondamento giuridico e alla sovrapposizione di finalità e ambiti normativi, oltre al tema degli obblighi introdotti e dei riflessi sugli assetti esistenti.

Il punto chiave, però, è che l’annullamento del regolamento ENAC non elimina né attenua gli obblighi che già oggi presidiano il carburante avio lungo tutta la filiera aeroportuale: restano, ad esempio, norme e prescrizioni specifiche sulle operazioni di rifornimento agli aeromobili, che in Italia hanno un riferimento chiaro nel Decreto del Ministero dell’Interno del 30 giugno 2011, con prescrizioni tecniche e precauzioni operative durante le operazioni di refuelling in contesti di traffico commerciale. Nella pratica, ciò condiziona la progettazione e la gestione perché impone un’idea di processo controllato, con ruoli, procedure e precauzioni, che non possono prescindere da come il carburante viene stoccato e reso disponibile.

Resta anche il quadro più generale legato alla concessione di gestione aeroportuale e ai rapporti tra gestore ed ENAC, che in Italia si innestano sull’articolo 704 del Codice della Navigazione: perché i depositi in aeroporto si collocano dentro un sistema concessorio e regolatorio che continua a esistere anche se un regolamento specifico viene annullato.

Quindi, cosa cambia in concreto? Con il regolamento annullato, la strategia più solida è ricostruire il percorso autorizzativo e di compliance su basi multiple e documentabili, facendo in modo che ogni scelta sia difendibile. Per un gestore aeroportuale, significa che i progetti su depositi carburante avio vanno impostati con ancora più attenzione alla catena decisionale e agli atti: chi è titolare dell’infrastruttura, chi la gestisce operativamente, come vengono affidati i servizi e come si governano le interfacce tra gestore, fornitori, operatori di rifornimento e autorità. Il tema è delicato perché, come emerge anche dalla giurisprudenza e dalle analisi che hanno commentato la vicenda, il nodo riguarda proprio gli equilibri tra mercato dei servizi, assetti gestionali e poteri regolatori.

Per chi progetta e installa serbatoi e impianti, invece, cambia il modo di vendere la conformità, diventando conformità per strati: conformità alle regole antincendio applicabili e alle prescrizioni operative del refuelling (DM 30/06/2011), conformità alle prescrizioni contrattuali e procedurali dello scalo, tracciabilità manutentiva e qualità del prodotto secondo i requisiti richiesti dall’operatore e dalle best practice di settore, e soprattutto una documentazione tecnica in grado di sostenere ispezioni, audit e controlli.

L’annullamento del regolamento ENAC 2025 può essere letto anche come un invito implicito a separare due livelli: da un lato la cornice istituzionale e contrattuale che dovrà essere chiarita o riscritta con un nuovo riferimento, dall’altro la sostanza tecnico-operativa, che non può fermarsi e che resta ancorata a norme esistenti e a procedure di safety che continuano a valere.