29.05.2026
Decreto accise quater, 130 milioni di crediti d’imposta per gasolio agricolo e fertilizzanti, ma mancano i decreti attuativi

Il decreto legge 89/2026, conosciuto come decreto accise quater e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi, ridisegna in modo sostanziale il pacchetto di sostegni fiscali destinati al comparto primario, portando a 130 milioni di euro la dotazione complessiva dei crediti d’imposta riservati alle aziende agricole e introducendo per la prima volta una misura specifica sui fertilizzanti. La cifra sale a 140 milioni se si considera anche il tax credit da 10 milioni per le imprese ittiche, unico strumento del pacchetto al momento pienamente operativo grazie alla pubblicazione del relativo decreto attuativo.

Il provvedimento agisce su due fronti distinti: sul gasolio agricolo, la dotazione originaria del credito d’imposta introdotto con il secondo decreto accise e poi confluita nella legge di conversione 88/2026 viene triplicata, passando da 30 a 90 milioni di euro; contestualmente la copertura temporale dell’agevolazione viene estesa al mese di maggio 2026, coprendo così l’intero trimestre marzo-aprile-maggio. Durante il percorso parlamentare di conversione, la platea dei potenziali beneficiari è stata allargata anche alle serre, includendo quindi le produzioni protette che precedentemente rischiavano di restare fuori dal perimetro di applicazione della norma. Si tratta di un intervento pensato per assorbire almeno in parte i rincari dei carburanti agricoli, voce di costo che incide pesantemente sui bilanci aziendali soprattutto nelle fasi di lavorazione del terreno e di semina primaverile.

La seconda novità, completamente inedita rispetto alle misure precedenti, è il credito d’imposta sui fertilizzanti, dotato di 40 milioni di euro e calibrato sugli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, ovvero nel periodo in cui le distribuzioni di concimi raggiungono il picco stagionale legato alle colture primaverili-estive. Per questa misura il legislatore ha previsto un termine di 60 giorni dalla pubblicazione del decreto per il varo del provvedimento attuativo che ne definirà le regole operative, la percentuale di credito riconosciuto sulle spese sostenute, le modalità di calcolo e di rendicontazione, oltre alle procedure di accesso al beneficio.

Il nodo critico dell’intera architettura è proprio quello dei decreti attuativi, senza i quali le aziende agricole non possono utilizzare in compensazione i crediti d’imposta. Per il tax credit sul gasolio agricolo, il termine fissato dalla norma originaria per l’emanazione del decreto attuativo era il 3 maggio, scadenza ormai abbondantemente superata; secondo le ricostruzioni che circolano negli ambienti tecnici, il ritardo sarebbe legato alla volontà del Ministero di disporre di un quadro più affidabile sull’entità delle domande che potrebbero arrivare a consuntivo, così da poter calibrare con maggiore precisione la percentuale di credito riconosciuto. Per il credito sui fertilizzanti i 60 giorni previsti dalla norma decorrono dalla pubblicazione del decreto, e la finestra utile per le imprese si restringe progressivamente con ogni settimana di attesa. Il termine ultimo per l’utilizzo dei crediti in compensazione tramite modello F24 resta infatti fissato al 31 dicembre 2026, e ogni giorno di ritardo nell’emanazione delle regole operative comprime il margine temporale a disposizione delle aziende per pianificare l’utilizzo del beneficio.

CIA-Agricoltori Italiani, organizzazione che fin dalle prime fasi della crisi energetica aveva sostenuto l’introduzione di questi strumenti, ha rimarcato la necessità di accelerare l’iter dei decreti attuativi, sottolineando come il termine del 31 dicembre 2026 imponga tempi rapidi sia all’amministrazione sia alle imprese beneficiarie. La stessa organizzazione aveva chiesto di introdurre nel testo normativo la possibilità di cessione del credito d’imposta, opzione che avrebbe garantito alle aziende una liquidità immediata trasformando il beneficio fiscale in una risorsa finanziaria spendibile sul mercato; questa previsione non è stata recepita nel testo definitivo, e il credito resta quindi utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Sul piano operativo, in attesa che il quadro regolatorio si completi, l’indicazione che emerge in modo univoco dalle organizzazioni di categoria è di conservare con cura tutta la documentazione fiscale relativa agli acquisti di gasolio e di fertilizzanti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. La ricostruzione dei maggiori costi sostenuti, su cui sarà calcolato il credito spettante a ciascuna azienda, avverrà infatti sulla base delle fatture d’acquisto; senza una documentazione completa e correttamente conservata non sarà possibile accedere al beneficio nel momento in cui i decreti attuativi definiranno le procedure. Le imprese che hanno già effettuato gli acquisti nella finestra coperta dalla norma sono dunque chiamate a verificare di disporre dell’intera documentazione in ordine, predisponendola per la presentazione non appena il quadro regolatorio sarà completato.

Il decreto accise quater contiene infine una misura di liquidità indiretta di particolare interesse per il comparto: la proroga del versamento delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi 2026, slittato dal 30 giugno al 20 luglio, con l’ulteriore facoltà di versare dal 21 luglio al 20 agosto applicando una maggiorazione dello 0,8% sull’importo dovuto. Si tratta di un mese aggiuntivo di respiro finanziario che, oltre ad alleviare la pressione sulla cassa generata dai rincari dei fattori produttivi, potrebbe consentire alle imprese agricole di attendere la pubblicazione delle regole attuative dei tax credit prima di effettuare i versamenti, valutando l’eventuale utilizzo in compensazione dei crediti maturati su gasolio e fertilizzanti.