17.07.2026
Calenzano, un nuovo serbatoio antincendio da 120.000 litri

Il nuovo serbatoio entrato in funzione a Calenzano immagazzina 120.000 litri d’acqua destinati esclusivamente al rifornimento dei mezzi aerei impegnati nella lotta agli incendi boschivi e rappresenta il terzo intervento di questo tipo realizzato negli ultimi anni dalla Città metropolitana di Firenze, che sta progressivamente infittendo la rete dei punti di presa disponibili sul proprio territorio collinare.

Il dato di capacità acquista significato quando lo si mette in rapporto con il ciclo operativo di un elicottero antincendio: la benna sospesa a cavo, il cosiddetto secchio idraulico, viene riempita in stazionamento in pochi secondi e trasporta in genere fra i mille e i milleduecento litri per viaggio, così che una riserva di 120.000 litri consente circa cento lanci consecutivi prima che si renda necessario ripristinare il livello dell’invaso. In un intervento reale questo si traduce nella possibilità di mantenere una cadenza continua di sganci per l’intera durata di un’operazione di media entità, con il velivolo che compie una spola breve fra il punto di presa e il fronte di fiamma, senza dover allungare la rotta verso un bacino naturale, un lago collinare o un tratto di fiume con pescaggio sufficiente e con spazi liberi da linee elettriche e vegetazione d’alto fusto.

Il tempo guadagnato incide sulla variabile che governa l’esito dell’attacco iniziale: un incendio nascente in bosco ceduo o in pineta, con vento moderato e vegetazione in stress idrico, raddoppia rapidamente la propria superficie nelle prime fasi e ogni minuto sottratto al trasferimento del mezzo aereo si riflette direttamente sul numero di ettari raggiunti dal fronte prima che questo venga contenuto. Collocare la riserva idrica vicino alle aree a maggiore probabilità di innesco significa, quindi, comprimere il ciclo di andata e ritorno e aumentare il numero di sganci utili nell’unità di tempo, che è la grandezza operativa realmente determinante nella prima ora di intervento.

L’opera vige nel periodo di massimo rischio dichiarato in Toscana, in vigore dal 13 giugno al 31 agosto, durante il quale vi è il divieto assoluto di abbruciamento dei residui vegetali, misura che agisce sulla componente antropica degli inneschi mentre la rete di serbatoi agisce sulla capacità di risposta una volta che l’incendio si è comunque sviluppato.