12.06.2026
Bonus gasolio per l’autotrasporto: proroga a giugno 2026 e tetto di spesa portato a 300 milioni

Il decreto-legge n. 89/2026 torna a intervenire sul settore dell’autotrasporto prorogando il credito d’imposta sul gasolio fino al mese di giugno 2026 e aumentando in misura consistente le risorse stanziate, che salgono da 100 a 300 milioni di euro. La disciplina precedente limitava il beneficio ai mesi compresi tra marzo e maggio, mentre la proroga amplia il periodo coperto dal sostegno pubblico includendo anche il mese di giugno, così da accompagnare le imprese lungo un arco temporale più esteso.

Le regole operative del beneficio restano confermate nei loro tratti essenziali: il credito d’imposta viene determinato sulla base dell’incremento di costo del gasolio rispetto al valore di riferimento, e può essere utilizzato esclusivamente in compensazione attraverso il modello F24, secondo le procedure ordinarie previste per gli strumenti di questo tipo. La scelta della compensazione consente alle imprese di impiegare il credito a fronte di altri tributi e contributi dovuti, traducendo il vantaggio fiscale in una riduzione concreta del carico complessivo.

Il credito riconosciuto presenta inoltre caratteristiche che ne accrescono la convenienza sul piano tributario, poiché non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP. L’agevolazione risulta cumulabile con altre misure di sostegno, a condizione che il cumulo avvenga nel rispetto del limite complessivo rappresentato dal costo effettivamente sostenuto per il carburante, vincolo che impedisce di superare con il beneficio la spesa che lo ha generato.

Il sostegno si rivolge alle imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che svolgono attività di trasporto merci, esercitata sia in conto proprio sia per conto di terzi, rientranti nell’ambito della normativa sui carburanti agevolati. L’accesso al beneficio richiede l’iscrizione all’Albo Nazionale degli Autotrasportatori oppure il possesso della licenza per il trasporto in conto proprio, e presuppone che l’impresa risulti in regola con gli obblighi contributivi e con le prescrizioni normative del settore.

L’agevolazione opera entro un perimetro definito anche dalle caratteristiche dei mezzi impiegati: il credito riguarda esclusivamente i veicoli destinati al trasporto merci con massa complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate e si concentra sui mezzi più efficienti sotto il profilo ambientale, ossia quelli appartenenti alla classe Euro 5 o a categorie superiori. Restano esclusi dal beneficio i veicoli di classe Euro 3 ed Euro 4, secondo un criterio che lega il sostegno pubblico alla qualità ambientale del parco circolante impiegato.

Tra gli elementi di maggiore rilievo dell’intervento figura il rifinanziamento della misura: il decreto dispone infatti l’innalzamento del tetto di spesa, che per il 2026 passa da 100 a 300 milioni di euro, triplicando le risorse complessivamente destinate all’agevolazione.